Arts & Culture

Felicemente Asessuali

Ace community, invisibilità e pregiudizi

Mark Carrigan, sociologo e docente all’Università di Warwick, e Holly Falconer, fotografa operante a Londra, nel 2010 hanno avviato una ricerca e dedicato un progetto fotografico all’asessualità, orientamento riconosciuto e definito come tale soltanto a partire dal 2000. Falconer e Carrigan hanno incontrato, intervistato e fotografato numerose persone che nel Regno Unito si definivano asessuali. Hotelle ospita in queste pagine alcuni dei delicati ritratti realizzati da Falconer fra il 2010 e il 2013, nel corso di conversazioni condivise fra Liverpool, Londra, Bristol, Islington, Birmingham, Leicester, Coventry, Cardiff e Reading, nei luoghi più cari e familiari alle persone ritratte.

Tutti i soggetti coinvolti nella ricerca condividono la consapevolezza che l’asessualità è ancora troppo poco conosciuta e manifestano il desiderio di contribuire a portare luce su questo orientamento. Le principali conseguenze dell’invisibilità (più che della discriminazione) dell’asessualità non riguardano soltanto il suo mancato riconoscimento sociale e la sua accettazione, ma l’acquisizione stessa di consapevolezza da parte degli individui che, non provando attrazione sessuale verso altre persone, nè interesse per il sesso, rischiano di considerarsi anormali, devianti, affetti da qualche disturbo o quantomeno di percepirsi isolati in ambienti, contesti e discorsi fortemente sessuocentrici. Per molte donne e uomini di età diverse, l’aver incontrato sul proprio cammino attivisti asessuali o l’essersi imbattuti nel portale AVEN (Asexuality Visibility and Education Network) ha rappresentato una svolta per la qualità della vita.

Anthony Bogaert, psicologo e docente alla Brock University (Ontario, Canada) in uno dei più recenti e completi studi sull’asessualità, Understanding Asexuality (Rowman & Littlefield Publishers, 2012), ha definito questo orientamento come una perdurante mancanza di attrazione sessuale. Bogaert segnala inoltre che l’asessualità è considerata da alcuni come una vera e propria quarta categoria di orientamento sessuale, distinta da eterosessualità, omosessualità e bisessualità. Comunque si voglia inquadrarla, è fondamentale comprendere che l’asessualità non ha nulla a che vedere con la castità, con il celibato e con ogni forma di astensione volontaria da pratiche sessuali in presenza di desiderio e attrazione sessuale; si tratta, infatti, in questi casi della rinuncia, temporanea o permanente, a praticare attività sessuale per impedimenti di varia natura o per motivi (religiosi o personali) che non hanno a che fare con la mancanza di attrazione.

L’asessualità non va inoltre confusa con l’astinenza o l’interruzione di pratiche sessuali dovute a cali di desiderio, a traumi o a malattie. Le persone asessuali, semplicemente, non provano desiderio sessuale verso altre persone, non hanno interesse per il sesso e non soffrono per questa condizione (ad eccezione che per le pressioni sociali cui sono sottoposte). Le ricerche e gli articoli dedicati all’asessualità (ne dà un’ottima mappatura asexualexplorations.net), i forum tematici di AVEN, ma soprattutto i commenti che un pubblico generico di lettori dedica ai post dei blogger asessuali o agli articoli divulgativi sull’asessualità (si veda ad esempio Il sesso è sopravvalutato, su Vice online), segnalano in modo lampante la diffusa ignoranza in materia e i disagi cui sono esposti coloro che decidono di fare coming out.

L’asessualità, più che una devianza dalla norma eterosessuale, da correggere e perseguire – come è accaduto e ancora accade per l’omosessualità – è percepita come una condizione temporanea o come il sintomo di un disagio, del mancato riconoscimento del proprio orientamento sessuale, insomma di una immaturità relazionale e sessuale, tanto più se il soggetto asessuale dichiara di non essere del tutto sprovvisto di libido e di ricorrere occasionalmente a pratiche masturbatorie (che non contemplano in alcun modo il desiderio per un partner sessuale). In sintesi l’orientamento soffre di delegittimazione più che di discriminazione, dal momento che mette in discussione la centralità sociale della pratica, dei discorsi, delle retoriche, delle fobie e delle economie del sesso, minandone la supremazia e la pervasività.

Infatti la questione è spesso accolta da chi non ne sa nulla con leggerezza e incredulità (non è possibile!), con ironia (vedrai che quando trovi quella/o giusta/o cambi idea!), con preoccupazione (forse hai avuto qualche esperienza traumatica): gli asessuali sono spesso scherniti, derisi, oppure consolati e incoraggiati ad affrontare i propri fantasmi e a cimentarsi in risolutive sperimentazioni, talvolta persino dai propri familiari, colleghi e amici, dimentichi del fatto che per riconoscere il proprio orientamento sessuale non necessariamente hanno dovuto fare ricorso a sperimentazioni relazionali (in altre parole: per essere consapevoli della propria eterosessualità difficilmente si è intrapresa una relazione omosessuale di verifica, o viceversa). La vaghezza di informazioni sull’asessualità espressa dall’ufficio LGBT della propria università in Connecticut spinse quindici anni fa lo studente David Jay a progettare e realizzare il portale AVEN (Asexuality Visibility and Education Network), con l’obiettivo di favorire la pubblica conoscenza e l’accettazione di questo orientamento e per facilitare la creazione di una comunità internazionale di asessuali.

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Già nel 2013, AVEN contava 70.000 utenti registrati e numerosi forum nazionali in continua crescita, capaci di favorire aggregazione, confronto, formazione e anche la creazione e diffusione di simboli rappresentativi: la bandiera innanzitutto (disegnata nel 2010 e costituita da quattro bande orizzontali a testimonianza della composita compagine della comunità: la banda nera per l’asessualità, la grigia per demisessualità e gray-A, la bianca per i partner e i sostenitori non asessuali della comunità e la viola per la comunità stessa), ma anche assi di cuori, di picche e l’ormai celebre fetta di torta, adottata nel 2003, perché cake is better than sex! A tutt’oggi non sono uniformemente consolidati o pacificati i rapporti con le comunità e le organizzazioni per i diritti LGBT, che non sempre riconoscono la comunità asessuale come minoranza che condivide obiettivi affini nelle battaglie per il proprio riconoscimento.

Il lavoro di ricercatori e di artisti come Holly Falconer ha contribuito a diffondere informazioni approfondite e rispettose sull’asessualità e a far conoscere storie private e professionali di soggetti che si sono riconosciuti come asessuali. Segnalo anche il multimedia web-doc Asexuals project che la fotografa e giornalista Laia Abril sta sviluppando e il documentario Asexuality: The Making of a Movement realizzato da Angela Tucker per Arts Engine nel 2011. Asexualartists.tumblr.com, invece, è un blog che raccoglie interviste e opere di artisti asessuali.

Il percorso che ha condotto gli asessuali intervistati all’acquisizione di consapevolezza sul proprio orientamento può essere stato difficile, in ogni caso profondamente liberatorio, in particolare per coloro che hanno riconosciuto il proprio orientamento asessuale in età avanzata, adottando quindi tardivamente comportamenti consoni alle proprie inclinazioni. Per ignoranza, per pressioni sociali, per desiderio di aderire a comportamenti maggioritari o per timore di abbracciare alternative, le abitudini sessuali spesso differiscono dal proprio orientamento.

In particolare, le persone che non provano attrazione sessuale, ma riescono a sviluppare affezione etero o omo-romantica, possono trovarsi a condividere con i partner relazioni sessuali verso le quali non sentono alcun interesse o propensione. La stessa cosa accade, con pari o maggiore sofferenza, a soggetti asessuali e aromantici, ovvero non attratti sessualmente né romanticamente da altre persone, ma coinvolti per ragioni diverse in relazioni di coppia.

Come accennato, la scoperta di condividere questi sentimenti, inclinazioni e disagi con molte altre persone (un’indagine del 2004 effettuata da Bogaert su 18.000 soggetti britannici e pubblicata sul Journal of Sex Research identificava gli asessuali come l’1.05% del campione considerato), spesso costituisce il fattore determinante per la comprensione e l’accettazione del proprio orientamento, per l’adozione di comportamenti più vicini al proprio sentire e per lo sviluppo di un dialogo consapevole, alla ricerca di un equilibrio relazionale, affettivo o amoroso che rispetti le sensibilità di tutte le parti.

LESSICO
Asessualità e attrazione romantica
glossario integrale su www.asexuality.org/it – il sito della comunità degli asessuali italiani

ANTI-SESSUALE: contrario e ostile alla sessualità e ai rapporti sessuali
AROMANTICO/A: che non prova attrazione romantica
ASESSUALE: che non prova attrazione sessuale
ASESSUATO: che non presenta organi genitali distinti
A, ACE, ASEX: abbreviazioni per asessuale. Gli assi (aces) sono simboli spesso utilizzati, all’interno della comunità asessuale, per alludere agli asessuali aromantici (asso di picche) e agli asessuali romantici (asso di cuori)
CASTITÀ: la scelta di non praticare attività sessuale (può essere adottata da asessuali e da sessuali)
DEMISESSUALE: che prova attrazione sessuale soltanto dopo aver stabilito un legame molto intenso, spesso romantico
DEMIROMANTICO/A: che prova attrazione romantica solo dopo aver stabilito un solido rapporto affettivo ed emotivo
ETEROROMANTICO/A: che è attratto/a romanticamente da persone del sesso o genere opposto
GRAY-A: che sta nella cosiddetta “area grigia” tra l’asessualità e la sessualità
GRAY-ROMANTIC: relativamente all’attrazione romantica, si trova tra l’aromantico e il romantico
OMOROMANTICO/A: attratto/a romanticamente da persone dello stesso sesso o genere
PANROMANTICO/A: che sperimenta attrazione romantica indipendentemente dal sesso o genere dell’altra persona
SEX-NEGATIVE: atteggiamento negativo nei confronti del sesso, ma che non sfocia nella discriminazione di chi è sessuale o sessualmente attivo
SEX-POSITIVE: posizione che afferma la libertà di praticare o meno qualsiasi attività sessuale, con particolare enfasi su consenso e sicurezza

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Irene Pittatore

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