Arts & Culture

Zola Jesus

La voce della Taiga

La sua musica è eterea, la sua voce è profonda e potente, fiera come le donne della sua terra d’origine: la Russia. Nel suo stile ne è la zarina incontrastata. Nika Danilova AKA Zola Jesus cantautrice russo/ americana nata a Phoenix in Arizona inizia a studiare canto lirico a sette anni con l’aiuto di dischi per poi iscriversi a una scuola di canto lirico di cui seguirà i corsi per 10 anni.

Attratta dalla musica rock in età adolescenziale sceglie il suo nome d’arte ispirandosi alla figura dello scrittore Émile Zola e di quella di Cristo cominciando a comporre musica in casa, con drum machine e tastiere, il suo stile può essere classificato come Gothic rock, electropop, industrial, classica. Dai Florence and the Machine ai Siouxsie and the Banshees e ai The Creatures, ma anche Patti Smith e Kate Bush, con un occhio verso le velleità vocali di Diamanda Galàs.

Artista camaleontica, il suo stile e look sono lo specchio che impreziosiscono sempre i suoi lavori. Nel 2008 debutta con il singolo Poor Sons. Durante i corsi universitari compone e registra il suo album in studio d’esordio The Spoils. Nel 2010 pubblica il suo secondo album, Stridulum II (su cui sono presenti i brani dell’EP Stridulum, e alcuni inediti), e viene accolto come “capolavoro dark” da NME, a cui segue l’EP Valusia.

Il 2011 è l’anno di Conatus, un insieme di emozioni elettroniche che si destreggiano con disinvoltura tra synth, drum machine e strumentazione rock. Nel 2013 è l’uscita di Versus che, contiene brani già editi arrangiati in versione darkwave neoclassica. È del 2014 Taiga ultimo capolavoro di Zola, che riecheggia degli incontaminati paesaggi della foresta boreale russa.

Come essa le sonorità dei pezzi profondamente punk, noise, classiche, con un energico gusto pop sembrano accompagnarci attraverso la vegetazione. Con questo suo ultimo album, Zola ha sperimentato uno stile di espressione dinamico e decisamente più puro liberandosi anche dal caratteristico riverbero della sua voce che aveva da sempre accompagnato il suo stile.

Meno dark e più aperta, i brani, sembrano aver attraversato i vari territori della Grande Madre Russia passando dalla steppa per arrivare alla taiga, e poi chissà arrivare negli spazi sconfinati della tundra dove l’uomo può davvero sentirsi libero.

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