Arts & Culture

RAVI ZUPA – SCENARI FANTASTICI DI UN ECLETTICO VISIONARIO

I suoi personaggi vivono dell’immanenza delle loro azioni. In modo quasi panteistico eleva i suoi animali rappresentandoli con i medesimi attributi di perfezione e intelligenza dell’uomo, stabilendo così tra essi un grado di coscienza come obiettivo esistenziale.

Immergersi nelle opere di Ravi Zupa significa percorrere una strada a ritroso dove il senso artistico del passato si sposa con l’attualità e offrendo allo spettatore un insieme eclettico di stili e simbologie.

Autodidatta, la sua scuola sono i libri e non c’è cosa migliore che come mentore un buon libro, da essi egli trae ispirazione per le sue opere: dall’estetica fiamminga a quella orientale indiana e giapponese fino a immagini di propaganda politica, tutte sembrano avere un fil rouge che li accomuna, come se potessero ragionare tra di loro in un dialogo universale.

Pellegrini di terre lontane, i suoi personaggi sembrano uscire da un medioevo fantastico, creativo. L’uomo medioevale non sa di essere un uomo medievale, egli vive la sua realtà oggettiva come verità nell’attimo stesso della sua esistenza. Non un età di mezzo buia e retriva culturalmente, ma un’epoca di grandi innovazioni che hanno cambiato l’aspetto d’Europa.

Due le rivoluzioni: nasce la stampa e l’uso di ferrare i cavalli, niente di nuovo si potrebbe pensare, ma per il tempo una grande rivoluzione perché mette in moto quello che possiamo definire una comune cultura europea, che varia da paese a paese ma che ha un’origine di base per tutti. I libri si stampano, ne sono molti di più e si possono portare con sé e il ferro di cavallo da la possibilità ai pellegrini di potersi spostare nei luoghi di culto più importanti rendendo l’Europa un crogiolo di idiomi, culture e storie. Portatori di novelle, i suoi soggetti sembrano raccontarci di viaggi e luoghi inesplorati, non importa da dove vieni, si può condividere  e a volte rafforzare quello stesso pensiero, anche attraverso il pensiero di culture diverse.

Simbologie dalla natura alchemica appaiono e invadono i temi e le scene, ne rafforzano la poetica e il significato, non solo, l’artista cerca di farci valutare tutte le variazioni e le corrispondenze che questi temi possono subire affiancandoli ad una cultura all’altra. Con sapiente eleganza e perspicacia riesce a  stabilire rapporti fra termini in apparenza lontanissimi, che è poi la vera verità dell’arte medievale, non nata sotto la luce dell’Occidente  ma che ha attinto da temi iconografici dell’antichità classica e dall’Oriente. Lo stesso Bosch rimase forse influenzato da storie o da immagini viste ed arrivate da lontano.

Ravi riesce a tracciare e catturare una fenomenologia dell’arte che hai nostri occhi appare come mostruosa, fantastica, visionaria creando uno spazio bidimensionale, un mondo a parte, dove i suoi personaggi prendono le sembianze di creature mitiche annullandone e soverchiandone le regole razionali del tempo e dello spazio, si adattano a questo mondo e se ne proteggono attraverso l’uso delle armi che noi abitatori di questa epoca siamo in grado di fornirgli.  Vivono tra noi, si muovono tra noi e si difendono da noi anche quando affermiamo di fare la guerra per fare la pace. Siamo sempre in guerra per un motivo o per l’altro e forse aveva ragione William Golding quando asseriva che “Gli uomini producono il male come le api producono il miele”.

DSC_5610-1024x681 RAVI ZUPA - SCENARI FANTASTICI  DI UN ECLETTICO VISIONARIO
©Kristen Hatgi Sink

Quali sono i suoi ricordi d’infanzia e come essi si legano all’arte?

Sono cresciuto in una famiglia in cui ogni membro “performava” una qualche forma di arte. La nostra casa era molto disordinata e avevamo accesso a qualsiasi tipo di materiale artistico nel quale potessimo essere interessati.

Ha una formazione artistica di qualche tipo?

No, non sono andato a una scuola d’arte. Ho abbandonato la scuola al liceo e sono andato a San Francisco per lavorare nel mondo dell’animazione. La maggior parte della mia formazione deriva dalla pratica e, visto che amo imparare stili e tecniche diverse dai vecchi maestri, studio molto da vicino il libri  che, in fondo, è un po’ come una educazione artistica.

Questa poliedricità nell’utilizzo di diverse tecniche artistiche: dalle stampe, alla carta riciclata, alle tavole e alla scultura. Non è faticoso sperimentare tutto ciò?

È sempre nuovo ed eccitante. Ogni supporto mi aiuta a capire tutti gli altri e ci sono alcune cose che si possono fare con uno ma assolutamente non con un altro.
20151117-Ravi-paintings-Nov-2015-203-763x1024 RAVI ZUPA - SCENARI FANTASTICI  DI UN ECLETTICO VISIONARIO
©Kristen Hatgi Sink

I suoi lavori riuniscono più culture diverse, dalle divinità induiste, ai samurai giapponesi, all’immaginario artistico di Bosch e con tecniche di stampe alla Durer in situazioni o ambienti contemporanei. Che tipo di ricerca c’è in questo connubio?

Sfoglio libri tutto il tempo. Ho imparato molto sulla religione e la storia, analizzando molto seriamente l’arte e poi indagando i significati e i contesti storici dell’arte e di come questa si sia evoluta.

La lettura continua

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Carlo Sessa

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