Arts & Culture

SANT’ANNA DEGLI AZULEJOS

Lisbona città bianca e città degli azulejos.

Lisbona città bianca e città degli azulejos. In Portogallo è difficile non notarli, ovunque si volga lo sguardo sono lì, a far bella mostra di sé e a raccontarci dell’identità di un Paese. Impreziosiscono i palazzi dei Signori, nobilitano quelli del popolo, decorano chiese e cappelle, ravvivano le strade e le fermate della metropolitana.

Testimoni di più epoche e influenze che ne hanno modificato l’aspetto stilistico rappresentano in meglio la multiculturalità e la versatilità di un’arte per tutti, senza distinzione di ceti. Una decorazione che pur attraverso i tempi e le mode che cambiano ancora sopravvive nella produzione delle varie fabbriche, tra cui la Fàbrica di Sant’Anna, la più antica di Lisbona, testimone del grande terremoto che distrusse buona parte della città e che partecipò alla sua ricostruzione tanto da essere una dei fondatori di questa sua identità artistica.

Ancora oggi, la fabbrica di Sant’Anna realizza con le tecniche del passato gli azulejos e non solo tutto in maniera artigianale, per rispettare la tradizione e per avere a prodotto finito un vero e proprio piccolo gioiello artistico di artigianato. Ne abbiamo parlato con loro, i protagonisti di questa preziosa realtà che coniuga in maniera ineccepibile arte e tradizione.

Sant’Anna degli azulejos, custodisci la tua città e la tua identità.

P2100554-1024x169 SANT’ANNA DEGLI AZULEJOS

Pensando a Lisbona e più in generale al Portogallo una delle immagini più ricorrenti sono i palazzi e le chiese decorate con gli azulejos. Parte integrante di un’identità culturale, qual è la nascita di questo tipo di decorazione?

Il Portogallo ha iniziato a decorare i palazzi con gli azulejos fin dal XIV secolo. La cultura araba è stata la prima influenza e ha avuto un enorme impatto sul nostro gusto estetico. Poi, nel XVI e XVII secolo abbiamo iniziato a importare “azulejos” e stili di altre culture tra cui quella olandese di Delft, quella italiana e quella spagnola. Tutti questi modelli hanno influenzato enormemente lo stile e la fabbricazione delle nostre piastrelle.

Si trovano su imponenti palazzi e chiese dai disegni elaborati ma anche su case più modeste e dai disegni semplici. Una decorazione totale che accumuna tutti in un unico stile riconoscibile senza distinzione di ceti sociali?

Sì, possiamo avere azulejos con disegni e prezzi per tutte le classi sociali. Ci sono quelli che formano pannelli artistici che sono sicuramente il tipo più costoso poi ci sono quelli più economici realizzati, ad esempio, con pattern geometrici.

Da quelle classiche monocrome dai toni dell’azzurro a quelle policrome, da quelle che rappresentano scene religiose o di vita quotidiana a quelle puramente decorative. C’è una differenza o un’evoluzione stilistica e di gusto tra un’epoca e un’altra?

Sì, se analizziamo i modelli e i disegni delle ceramiche e delle piastrelle portoghesi possiamo identificare l’epoca a cui appartengono. Infatti durante i secoli passati il Portogallo è sempre stato influenzato da altri Paesi e culture e queste influenze si possono ritrovare nelle nostre produzioni artistiche e nelle nostre ceramiche anche se abbiamo sempre aggiunto il nostro “tocco” portoghese a quegli stili rendendoli tradizionali e parte della nostra cultura.

In che modo gli azulejos e la vostra fabbrica hanno contribuito alla ricostruzione della città dopo il terremoto del 1775?

Durante il terremoto di Lisbona del 1755, buona parte della città è andata distrutta e la necessità di ricostruirla era evidente. La pietra era troppo costosa per ricoprire le facciate dei palazzi e gli azulejos erano una delle opzioni disponibili essendo meno costosi e con bassi livelli di manutenzione dando inoltre la possibilità di rendere unici gli edifici. La richiesta di azulejos è quindi aumentata e ha dato la possibilità di ricostruire la città e di rendere unica la sua identità artistica. Sant’Anna è stata una delle grandi fabbriche che ha fornito gli azulejos alla città e oggi, camminando per le vie di Lisbona, e ancora possibile vedere alcuni dei nostri lavori.

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isotta maria mosconi

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