Arts & Culture

ALESSANDRO SICIOLDR

Silenziose presenze.

Il mondo dipinto da Alessandro è un luogo atemporale, fermo nella staticità dell’azione dei protagonisti che lo abitano concentrati a cogliere le forme fondamentali dell’essere umano e del suo inconscio. Permeati di magia e mistero, a volte angoscianti, rappresentano l’universo oscuro dell’artista dal quale attinge di notte l’idea per la sua opera e che trasporta poi di giorno, con la luce naturale e la mente lucida della razionalità, quasi ad esorcizzare e controllare gli incubi passati.

Surreale, simbolista e medievalista, dotato di un’incredibile padronanza tecnica pone la stessa importanza sia allo studio preparatorio che alla pittura scardinando l’opinione che  vedeva nel disegno il vero genio dell’artista mentre il colore mero imbelletto dell’opera. Le tonalità cromatiche che Alessandro sceglie: rosso, nero, bianco, sembrano anch’esse arrivare da quel mondo antico e lontano ed applicate con una forte saturazione per sottolineare il potere espressivo, necessario a risaltare il significato simbolico.

Il suo mondo richiama le fantastiche visioni di Bosch o i gironi danteschi. Entità vive. Queste donne hanno una perfezione ultraterrena quasi inquietante, caste e prive di ogni connotato sessuale sembrano essere lontane, con tutta la forza simbolica delle icone ortodosse dove la cornice intorno alla tavola sta a indicare il mondo ultraterreno dei santi.

A loro volta questi personaggi se pur lontani ci fissano, ci scrutano, ci osservano. Come la Vergine Odigitria ci mostrano la direzione alle domande che noi ci poniamo e che loro sembrano già conoscere.

Privi di connotati questi volti sembrano incarnare un’idea totalitaria di umanità, facilitando l’immedesimazione con essi. Cuffie e abiti che non appartengono a nessuna e nello stesso tempo a qualunque epoca. In ogni sua opera si percepisce il disagio dell’uomo solo alienato nei suoi pensieri, nelle sue paure.

Margaret Tatcher disse di Francis Bacon: “l’artista che dipinge quelle orribili opere” e Bacon rispose che non erano le use opere ad essere orribili ma il mondo che i politici come la Tatcher avevano creato. Ed è forse da qui che nasce la critica nel lavoro di Alessandro, nel disagio che proviamo noi spettatori di fronte alla consapevolezza scomoda di una verità che si tenta di celare.

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Alessandro Sicioldr, autoritratto nero, 30 x 40 cm, carbone su carta, 2016

Chi è Alessandro e cosa significa Sicioldr?

La risposta a questa domanda è forse quello che sto cercando attraverso la mia produzione. Chi è Alessandro? Di Sicioldr non conosco il significato, ma so che è una figura che in qualche modo è connessa al mondo delle mie immagini.

Qual è stato il tuo percorso artistico?

Sono autodidatta e non ho seguito alcun maestro, quindi fondamentalmente il mio percorso artistico è stato unicamente quello di dipingere e disegnare molto nel corso degli anni. Gli eventi che ritengo più interessanti sono avvenuti dentro di me, e sono quelli che hanno fatto evolvere il mio modo di immaginare.
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Alessandro Sicioldr, Daimon, 30 x 40 cm, olio su tavola, 2016

Le tue opere rievocano le illustrazioni di Alfred Kubin, hanno l’inquietudine di Bosch e della fantasia medievale e a Rembrandt perquanto riguarda la realizzazione tecnica. A cosa ti ispiri quando dipingi?

Ogni tipo di ispirazione segue vie misteriose ed imprevedibili. Lo stare a contatto con opere di autori particolarmente pregne di significati inconsci aiuta la mente a mettersi in moto e a focalizzarsi maggiormente sulle immagini, credo però che ci sia anche un elemento innato.

Qual è il processo di creazione?

Dipende dall’opera, solitamente appunto le immagini sotto forma di schizzi e con il tempo le lavoro, attraverso numerosi studi e disegni preparatori. Capita anche che il disegno preparatorio stesso diventi un’opera finita. L’ultima fase è quella ad olio, dove con un lungo processo di lotta tra me e la superficie del dipinto cerco di far emergere un contenuto che mi soddisfi.

I tuoi personaggi esistono sempre nella notte, e anche il momento in cui dipingi?

Non dipingo mai di notte, perché normalmente ho sonno e sono stanco, la notte è riservata alle idee, il giorno sono più concentrato e riesco a lasciarmi andare meglio. Tra l’altro non riesco a dipingere senza luce naturale.
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Alessandro Sicioldr, Il labirinto, 20 x 30 cm, matita su carta, 2016

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Veronica Siviero

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