Arts & Culture

L’AMORE PER IL PASSATO NELLE OPERE DI GABRIEL GRUN

Le sue opere richiamano lo stile e i temi dei Maestri passati. In un dialogo tra vecchio e moderno sono il continuo di un discorso lasciato a metà e non un semplice ricopiare.

Nato a Buenos Aires nel 1978, Gabriel Grun è un artista contemporaneo che attinge per la sua arte alla tradizione classica, portando avanti il pensiero e il linguaggio pittorico dei vecchi Maestri, il cui stile eccelleva fino ad essere riconosciuto come un requisito del loro lavoro.

Studia la conservazione e le tecniche passate per riportarle sulla propria tela, produce da sé i colori dedicando molto tempo alla preparazione di ogni suoi quadro. Cerca di soddisfare non solo una propria idea personale, ma anche gli acquirenti delle sue opere che vogliono ancora qualcosa di figurativo, classico ma trasportato in chiave moderna ai tempi attuali.

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Gabriel Grun, Ritratto alla maniera di Holbein, 125 x 100 cm, 2007, olio su tavola
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Gabriel Grun, Sole e luna, 200 x 90 cm cada uno, 2011, olio su tela

Ricercando queste figure ne ingloba tutti gli aspetti tecnici della sua produzione, in una convinzione che la pittura, soprattutto quella figurativa con le sue regole e i suoi codici, in un’epoca dove si è rappresentato di tutto e con tutti i mezzi a disposizione, abbia ancora qualcosa da trasmettere allo spettatore che si trova a confrontarsi con essa.

Non un copista da museo un imitatore dei vecchi stili, ma un lavoro – il suo – contemporaneo in cui la sensibilità dell’artista viene attirata ineluttabilménte verso temi come l’allegoria, la simbologia, il mito, l’alchimia e la massoneria.

“Ai miei occhi preferisco mille volte una pittura mediocre al posto di un lavoro concettuale anche se più acclamato e sofisticato. Sarebbe comunque riconoscibile come un tentativo espressivo di fare arte pur se trovata in un deserto”

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Gabriel Grun, Ritratto immaginario di Marie Sabina, 162 x 130 cm, 2013, olio su tela
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Gabriel Grun, Parche, 180 x 135 cm, 2007, olio su tela

Personaggi dalle fisicità alla Rubens e alla Rembrandt si collocano in paesaggi dal tipico carattere rinascimentale con grande cura nel dettaglio della natura o nei piccoli richiami fiamminghi come Bruegel il Vecchio. Simili a personaggi degli arcani maggiori dei tarocchi, nascondono simbologie e significati nelle loro rappresentazioni.

L’arte di Gabriel è un’arte fatta per essere contemplata, studiata. Farci passare del tempo a cercare di capire tutti i piccoli significati che essa cela e nasconde. Non rivela, ma aspetta che sia capita. A ogni osservazione appare qualcosa di nuovo e di nascosto.


Al pari dei Preraffaelliti o dei Manieristi, Gabriel guardando indietro ha fatto sua la teoria e la raffigurazione figurativa di temi classici come la mitologia e l’allegoria trasportandoli nel presente e personalizzandoli in chiave moderna.

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