Arts & Culture

DEMIMONDE

il piacere del sesso per quello che è.

Andrea Galad è un artista nato nel 1989 a Rovereto. Inizia a fotografare nel 2009 con una reflex e con l’aiuto di amici che si improvvisano modelli. Ad oggi le sue opere si trovano in gallerie d’arte di tutto il mondo: da Honk Kong a San Paolo come a Berlino e Barcellona. Peculiarità del suo stile è un richiamo al barocco nell’estetica con rimandi alla mitologia classica e alla lettura vittoriana per quanto riguarda i temi. Nel suo lavoro Demimonde, Andrea indaga il piacere sessuale in tutte le sue forme, senza la vergogna sociale dell’indecenza e dell’imbarazzo quando si viene a trattare tutto ciò che riguarda il sesso e le sue varie sfaccettature nel ricevere e dare piacere.

Termine coniato alla fine del XIX° secolo, Demi-monde descriveva in maniera negativa una determinata parte della società borghese corrotta e immorale dedita alla ricerca del piacere, una ricerca che fa parte dell’uomo e della sua natura tanto divina quanto bestiale.

“Il sesso, che sia buono o meno, è sempre la maniera più profonda per connettersi con noi stessi e con l’altro, una sorta di danza tra cosa vogliamo e cosa abbiamo bisogno. Demimonde è stato pensato per presentare il sesso nella sua bellezza, nella sua naturalezza e ritrae scene reali di gente che fa l’amore, si coccola, scopa e si connette alla propria Sessualità. Tutti noi siamo qui a causa di una scopata. Il sesso è una forma di espressione, e se ci si presta attenzione racconta tanto di noi come potrebbe farlo un buon analista; il sesso può essere sporco, magico, può essere selvaggio, romantico, dolce e perverso, il Sesso siamo Noi “.  

Andrea Galad

m DEMIMONDE

Corpi nudi che si abbandona al piacere senza alcuna vergogna ci mostrano quanto la sessualità sia parte di noi, sfidando tutti i pregiudizi, la malizia e il nervosismo collettivo quando ancora oggi si parla di sesso.

Personaggi dalla classicità moderna, deificati e nello stesso tempo umanizzati. Uomini di allora come di oggi, persone reali e umane. Scandalose agli occhi dei conformisti conservatori, esattamente come quei nudi di Manet, Olimpia, la donna della colazione sull’erba, donne semplici, reali.

Manet senza togliere nulla alla sua tecnica – forse più affine ai nostri macchiaioli che agli impressionisti – non era né meglio né peggio di altri artisti del suo tempo, ma aveva un messaggio da dare nelle sue opere che lo differenziava dal resto di tutti gli altri: demolire il pensiero della sua epoca in cui un nudo era accettato solo se rappresentava un ideale o una divinità.

Manet spoglia le sue opere da tutta la divinazione pur restando saldo alla tradizione accademica lasciando solo il lato umano delle sue modelle.

Andrea in Demimonde ci lega ad una parte di quella classicità, ma rappresentando persone vere nell’atto del piacere dato e ricevuto senza alcun tabù o vergogna religiosa e mostrandoci il lato umano del sesso.


 

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