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Il fotografo e videomaker irlandese Richard Mosse si è occupato della grande condizione umanitaria e politica del nostro tempo: lo spostamento di milioni di persone dovuto dalla guerra, dalle persecuzioni e del cambiamento climatico.

In un momento in cui il mondo sta affrontando la più grande crisi dei rifugiati e delle migrazioni al mondo dopo la seconda guerra mondiale, Il fotografo e videomaker irlandese Richard Mosse nato nel 1980, vincitore di numerosi premi tra cui la Biennale d’arte di Venezia del 2013 con il suo film The Enclave, e vincitore del premio Deutsche Börse Photography Prize nel 2014, si è occupato della grande condizione umanitaria e politica del nostro tempo: lo spostamento di milioni di persone dovuto dalla guerra, dalle persecuzioni e del cambiamento climatico.



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Con i testi di Mosse e del filosofo Giorgio Agamben, il libro combina le riprese cinematografiche dell’ultimo lavoro video dell’artista realizzato in collaborazione con il compositore elettronico Ben Frost e il direttore della fotografia Trevor Tweeten. Un’installazione cinematografica multicanale sconcertante e affascinante, accompagnata da una colonna sonora viscerale e che è stato possibile visitare fino al 23 aprile scorso alla Barbican Art Gallery di Londra.

I viaggi fatti dai rifugiati e dai migranti in Medio Oriente, in Nord Africa e in Europa sono catturati con una nuova tecnologia militare d’avanguardia che può rilevare il corpo umano da 30,3 km. Semplicemente al colore della pelle, questa tecnologia della fotocamera registra solo i contorni della differenza di calore relativa all’interno di una determinata scena.


Quello che ne scaturisce è un lavoro senza pari, per la prima volta queste persone perdono tutti i connotati caratteriali ed etnici, mostrandoci solo dei corpi in movimento, esseri umani come tutti, che si spostano, si muovono, tra mille difficoltà e pericoli, rappresentando la fragile lotta del corpo umano che cerca di sopravvivere in ambienti ostili.

L’uso di questa tecnologia a telecamera porta a una certa violenza estetica, disumanizzando il soggetto, raffigurando le persone come se fossero zombie, mostruosi, si viene a spogliare l’individuo dal corpo, lasciando semplicemente una traccia biologica come segno della sua esistenza.



Seguendo la sequenza narrativa del film, il libro presenta immagini di una battaglia in Siria in cui un aereo americano bombarda delle postazioni Isis di terra, rifugiati che si imbarcano su imbarcazioni di salvataggio fuori dalle coste della Libia, mentre sono riuniti lungo le spiagge  della Turchia coperti dall’oscurità, o ancora mentre percorrono il pericoloso viaggio attraversando il deserto del Sahara.

Come il film, il libro testimonia i capitoli dei recenti eventi nel mondo mettendo in luce anche le questioni etiche, tecnologiche, logistiche ed estetiche che sono state coinvolte nella creazione di questo importante lavoro.

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Richard Mosse – Giorgio Agamben
MACK
lingua inglese
pp. 576 – 2017
€ 40,00

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