Arts & Culture

CONIGLI BIANCHI

Sconfiggere i tabù e i pregiudizi sulla sieropositività.

Ad oggi sono ancora molti i tabù e i preconcetti riguardanti l’HIV e le persone sieropositive. Ma soprattutto quando si sente parlare di sieropositività la maggior parte delle persone si gira dall’altra parte come a pensare che sia una questione che non gli/le riguardi. Al di fuori di chi vive giornalmente questa realtà, le informazioni in merito al virus sono per la maggior parte falsate a riguardo di ciò che è il convivere o la trasmissione dell’HIV.

Conigli Bianchi è una giovane e nuova realtà tutta italiana che in primis si è scontrata personalmente con il virus. Volendosi dare risposte su come vivere oggi con questa patologia, hanno cercato di divulgare le proprie esperienze attraverso la collaborazione con artisti e grafici, perché l’arte è comunicazione e un pensiero descritto in maniera semplice e divertente arriva a destinazione più di mille parole.

 

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© Alice Milani

Iniziamo dalle presentazioni: chi siete e cosa fate

Conigli Bianchi è un’associazione che combatte lo stigma della sieropositività attraverso le arti visive e performative. La nostra missione a lungo termine è debellare HIV e Aids dal pianeta Terra e promuovere una sessualità libera e consapevole. Per poterlo fare abbiamo capito che di sesso e HIV si doveva perlomeno tornare a parlarne, o come abbiamo deciso di fare noi, disegnarne. Dopo aver raccolto informazioni aggiornate avevamo voglia di condividerle in forme semplici e attraenti, e così abbiamo lanciato la nostra prima campagna comunicativa: La Tana Dei Luoghi Comuni. Per realizzarla abbiamo coinvolto 17 aRtiviste e aRtivisti del mondo del fumetto, chiesto loro di rovesciare i luoghi comuni più deleteri sul tema e di aiutarci, grazie alla notorietà e al talento dei loro pennini, a rompere un silenzio assordante.

Come mai avete scelto di chiamarvi “conigli bianchi”

Con i suoi 160 mila sieropositivi l’Italia ha una delle concentrazioni per popolazione più alte d’Europa, tanto che se guardiamo alla sola Europa occidentale la troviamo salda sul podio da anni. Alla luce di questo primato l’immobilismo delle istituzioni è davvero inspiegabile, e ambendo noi a riempire un vuoto enorme, ahinoi senza il sostegno dei talentuosi grafici del Fertility Day, eravamo costretti ad aguzzare l’ingegno. Serviva una mascotte, un cavallo di Troia che permettesse di comunicare alle tantissime e ai tantissimi che di preservativi e virus proprio non vogliono sentir parlare, ovvero, purtroppo, la stragrande maggioranza delle persone sessualmente attive. Il Bianconiglio di Carrol si è presentato a noi come l’avatar perfetto, perché il tema che trattiamo è percepito come una tana buia e senza fondo, ma noi sappiamo che, capovolgendo la prospettiva, scoperte sorprendenti sono a portata di Alice. Inoltre, con quel suo bel cipolloto, simboleggia il tempo, il protagonista assoluto delle nostre prossime produzioni. A parte Alice nel Paese delle Meraviglie ci interessava omaggiare la leggenda cinese del coniglio lunare, che parla essenzialmente del potere dell’empatia; avere il nome di un animaletto tra i più prolifici che ci siano per poterci rivendicare un laico diritto alla “promiscuità”; incoraggiare le tante e tanti che vivono nell’ombra a scegliere una visibilità gioiosa e a fare spettacolari coming out sierologici, un po’ come novelli prestigiatori che tra applausi scroscianti estraggono conigli dai cilindri. E poi ci sarebbe Roger Rabbit e la storia delle manette, ma meglio fermarci qui.

Come è nato il progetto? Quali sono state le esigenze che hanno fatto dire: qui ci vuole un cambiamento

Siamo un gruppo di amici che di HIV sapeva molto poco, almeno fino al giorno in cui la sieropositività non si è imposta nella vita di alcun* di noi. Scoprire che le nostre conoscenze sull’argomento erano così datate e lontane dalla realtà è stato uno shock, forse maggiore persino dello stesso risultato positivo al test. Quell’ignoranza prima invisibile improvvisamente ci circondava, e lo faceva in modo insopportabile. Certamente ci affaticava la prospettiva di battagliare per farsi accettare in famiglia, tra le lenzuola o sul luogo di lavoro, ma era un percorso che, in quanto gay e lesbiche, avevamo bene o male già affrontato. Una volta capito però che questa condizione si traduce in un pesantissimo handicap sociale, più che medico come supponevamo, è stato evidente che una soluzione reale al problema non sarebbe mai stata a portata di una singola persona, ma che poteva nascere solo da una risposta collettiva, da una rivoluzione dell’immaginario e culturale. Con la megalomania che ci contraddistingue ci siamo detti: “Incendiamo la miccia”.

1-Tuono-Pettinato CONIGLI BIANCHI

1b-Tuono-Pettinato-Retro-Cartolina CONIGLI BIANCHI
© Tuono Pettinato

Credete che ci sia ancora tanta disinformazione sulla sieropositività o riguardo alle persone affette da Hiv?

Un’ignoranza abissale. E possiamo dirlo non per il gusto di puntare il dito, ma proprio perché era la nostra fino a poco fa. Il dato più sensibile che viene per lo più ignorato, e che avrebbe il potere di cambiare la vita di molte donne e uomini che vivono sulla propria pelle lo stigma dell’HIV, è che le terapie che ti tengono in salute quando sei sieropositivo/a ti rendono contemporaneamente non infettivo, e quindi non ‘l’untore’ di quel tragico spot con l’alone viola che tutti ricordano, ma un partner sessuale sicuro e meritevole di tutte le attenzioni erotiche del caso. In inglese questo status di viremia azzerata si definisce con la magica parola di “undetectable”, ed è un traguardo che si ottiene solitamente dopo poche settimane di farmaci, oggi ridottiquasi sempre ad una pillola assunta quotidianamente. “Con che percentuale di sicurezza?” ci chiedono puntualmente. Ebbene, in medicina lo zero assoluto non può esistere, ma la medicina medica mondiale si è da pochi anni presa la responsabilità di assicurare che le probabilità di trasmettere il virus per una persona che vive con HIV, e che assume i propri farmaci ogni giorno con regolarità, sono “prossime allo zero”. Un esempio esaltante in questo senso sono i recenti risultati del famigerato ‘Studio Partner’: 1145 coppie desideranti e sierodiscordanti (all’interno delle quali cioè uno dei due partner è sieropositivo), monitorate per due anni e ben 58.000 rapporti sessuali non protetti, zero preservativi utilizzati eppure zero casi di trasmissione del virus.

4-Laura-Scarpa CONIGLI BIANCHI

4b-Laura-Scarpa-Retro CONIGLI BIANCHI
© Laura Scarpa

La lettura continua

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Gregorio Del Puppo

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