Arts & Culture

L’ARTE È POLITICA

Da sempre usata come mezzo di comunicazione è la prima pubblicità che l’uomo conosca.

Detto così sembra di declassare l’arte a mero strumento pubblicitario. Ma è proprio così, l’arte è un ottimo mezzo di diffusione di un pensiero che asseconda le masse e la loro visione sociale e politica.  L’arte non è mai disimpegnata o si spera sia così, altrimenti sarebbe decorazione da salotto.

Nei regimi totalitari la chiamiamo propaganda, che sia di destra o di sinistra ci sono sempre attivisti che fanno arte per avvalorare un pensiero, ed essa da sempre può essere sostenuta o occultata. Pensiamo al Futurismo, nato in un clima ideologico e politico in cui ben si sposava con le ideologie fasciste tanto da fondare un partito politico futurista. L’arte può influire sugli usi e costumi delle persone.

L’arte gotica nata con un intento religioso con le sue guglie che si innalzano verso l’alto, influenzarono la moda delle donne dell’epoca dai cappelli a cono – diventati oggi per antonomasia i cappelli delle fate – alle scarpe a punta chiamate schiaccia formiche negli angoli. L’artista può rivoluzionare l’arte ma è più un’innovazione in campo artistico, come Giotto, il primo a dipingere le persone di spalle.

L’artista prima ancora della fotografia diventa il cronista del suo tempo raccontando la società in cui vive influenzando, assecondando o sminuendone il pensiero. 

Il più politico dei pittori fu sicuramente Jacques Louis David, e anche se non era un grande politico, per tutta la vita produsse un’arte piena di valori repubblicani consapevole – come un bravo pubblicitario – che l’immagine era tutto. Affascinato da Napoleone dedicò tutta la sua vita a suo sostegno elevandone l’immagine come nell’opera Bonaparte valica il Gran San Bernardo del 1800.

L’imperatore è ritratto come un condottiero alto e sicuro di sé su un destriero rampante. In realtà Napoleone ci andò a dorso di mulo. Ma ieri come oggi l’apparenza incanta (e inganna) e nella morte di Marat, David commemora l’omicidio del giornalista più con la sua fantasia che con la realtà dei fatti: Marat è rappresentato riverso nella tinozza, colpito a morte con l’acqua sporca di sangue, come un giovane martire repubblicano più che come un vecchio di mezza età con la malattia sulla pelle che ne segnava il corpo, e che solo lo stare a mollo gli donava sollievo.

Partendo dal presupposto che l’agire umano si leghi al contesto in cui vive, l’arte a sua volta segue un’ideologia in base al contesto in cui nasce, propagandandone il pensiero corrente. A questo punto la domanda non è quanto l’arte sia invischiata nella politica, ma quanto l’arte si sia prostituita per politica o abbia assecondato princìpi economici o di potere.

Eugène_Delacroix_-_Liberty_Leading_the_People_detail_-_WGA6178-1 L’ARTE È POLITICA
Eugène Delacroix, La Libertà che guida il popolo, 1830, olio su tela, 260 x 325 cm, Museo del Louvre, Parigi – dettaglio

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Fabrizio Mariani

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