Arts & Culture

ANDRES SERRANO

Il fotografo che ha destabilizzato le certezze della società.

La fotografia dal momento in cui è nata e si è diffusa ha contribuito allo sviluppo creativo e al rinnovamento dell’arte contemporanea, mostrando agli occhi e alle coscienze degli spettatori la prova tangibile della realtà. Col tempo, anche la morte prende piede come disciplina estetica, non solo per registrare scene di guerra o incidenti, ma proprio come una corrente artistica nel ritrarre i defunti post-mortem in pose come se fossero ancora in vita in mezzo a parenti, genitori o fratelli nell’Ottocento vittoriano.

Esattamente come la pittura aveva già illustrato secoli addietro, la fotografia ne prosegue la strada, ma questa volta con più verità. Andres Serrano è riconosciuto come tra i più dissacranti artisti del nostro tempo.

Controversa e contestata, la sua fotografia non è filtrata e non mente. Ignora ogni tabù e ci mostra la verità per quella che è; anche cruda, dolorosa, fastidiosa. Le sue immagini sono tra le più scioccanti dell’arte contemporanea non tanto per i soggetti, quanto più per il loro contenuto custodito, mostrandoci al pari delle illustrazioni di Alfred Kubin una società marcia dove il potere è un’arma di controllo verso le masse.

Come uno schiaffo verso la società moderata Serrano sembra dire “fanculo così è e così è che te lo mostro”. Per lui tutto può essere arte o essere trasportato in essa. Agli artisti è sempre stato permesso indagare il sesso e la nudità purché sinonimo di sacro e mitologico. Laddove il nudo è la rappresentazione allegorica di un mito al suo opposto, la nudità e l’oscenità pornografica viene condannata in quanto esplicitamente umana e immorale da mostrare.

Serrano nella sua serie A History of Sex ci mostra immagini sessualmente esplicite la cui unica differenza è solo l’uso che se ne fa di quell’immagine, arte e pornografia si fondono in tutt’uno. Parafrasando Moana Pozzi, alla domanda durante un’intervista quale fosse la differenza tra lei e una prostituta, rispose “Alla fine nessuna, tutte e due veniamo pagate per fare sesso”.

I suoi lavori sono stati spesso vandalizzati e ritenuti indegni, offensivi e blasfemi. Piss Cristh della serie Immersions ha creato scalpore negli ambienti religiosi e non infiammando il dibattito sull’arte e la libertà d’espressione. Serrano invece, nell’usare i fluidi corporei o le feci come semplice materiale da lavoro al pari di una tempera o un liquido, ne scalfisce il concetto di tabù.

Denaturizzandolo dalla sua origine lo eleva a materiale artistico esattamente come nel Medioevo accomunavano il latte materno e lo sperma al sangue, ma che essendo fonti di vita alternative dal sangue, fuoriuscivano dal corpo attraverso un passaggio di purificazione che li rendeva bianchi.

Il richiamo ai grandi temi rinascimentali e barocchi creano un continum tra i lavori di Serrano e l’arte classica sia nella scelta dei temi che nella loro rappresentazione estetica che risente delle luci e dei ritratti seicenteschi di personaggi importanti come papi e reali.

La morte è sempre stata rappresentata dagli artisti. Il Trecento con le sue epidemie e pestilenze in tutta Europa darà il via alla nascita dei grandi temi degli affreschi della Danza della Morte e dello scheletro che galoppando falcia le teste degli uomini. La religione illuminerà il genio artistico di grandi pittori che narreranno di Antico Testamento, Giuditta e Oloferne, Giaele e Sisara, i Giovanni Battista decollati, martiri, esecuzioni, impiccagioni e oltre. Il Seicento riprenderà il concetto del memento mori trecentesco con l’apice della diffusione delle Nature morte.

Anche la fotografia ne riprende il tema, ma mai come ce lo propone Serrano. Restando fedele alla ritrattistica e alla composizione seicentesca, ci mostra la morte come opera d’arte, un memento mori indirizzato a noi spettatori inermi che osserviamo le immagini di quei cadaveri.

Se da un lato la rappresentazione estetica ci fa avvicinare alle sue opere con interesse, dall’altro, ci ricorda attraverso i corpi ingialliti e le macchie ipostatiche gli aspetti impetuosi della morte e la rigidità del cadavere con le braccia sollevate, la morte violenta per omicidio, tragica del fuoco, dolorosa col veleno per topi o logorante per quella di AIDS.

Se in The Morgue è la consapevolezza che è la morte ad avere l’ultima parola e potere su tutto, per quanto riguarda il potere terreno invece e con The Klan o Heaven and Hell che Serrano mostra quanto la società dalla politica alla religione dia credito e una sorta di magico potere alle divise e alle uniformi, potere che dato a pochi individui diventa controllo per le masse.

Come fotografo riesce a destreggiarsi su più temi, in modo straordinario e restando sempre fedele al suo stile, passando da quelli scioccanti fino ai più leggeri come i ritratti, le piante o le foto di strada di Gerusalemme o Cuba. Artista a tutto tondo che ha lasciato un segno nell’arte contemporanea al pari dei grandi artisti del passato, il suo lavoro continuerà a sconvolgere le masse perché autentico, vero, mostrandoci nel perimetro circoscritto che è la foto i vizi e le ossessioni che la società tenta di occultare.

Leos_Fantasy ANDRES SERRANO
Andres Serrano, Leo’s Fantasy, courtesy of the artist and Nathalie Obadia gallery

Quando ha deciso di interessarsi alla fotografia?

Ho iniziato a fotografare subito dopo la scuola d’arte all’età di 19 anni. Ho studiato pittura e scultura presso la Brooklyn Museum Art School negli anni sessanta e mi sono sempre visto come un artista piuttosto che un fotografo.

Che approccio ha quando deve iniziare un lavoro, come sceglie il tema e i soggetti?

Vengono con il tempo e la pratica. Il mio lavoro è organico, un’immagine porta ad un’altra e una serie porta ad un’altra serie. Tutto mi ha senso.

Le sue fotografie hanno tutte le caratteristiche delle rappresentazioni rinascimentali e barocche, quali artisti ammira o influenzano la sua estetica?

Molti artisti mi hanno influenzato da Caravaggio a Rembrandt, Picasso, Luis Bunuel, Fellini e soprattutto, Marcel Duchamp e Bob Dylan.

Visti i temi spesso religiosi, come si pone verso la religione e la Chiesa?

Sono nato e cresciuto cattolico e sono stato cristiano per tutta la mia vita. Potrei essere quello che Papa Francesco ha recentemente definito un cattolico “imperfetto”.

Infectious_Pneumonia ANDRES SERRANO
Andres Serrano, Infectious Pneumonia, courtesy of the artist and Nathalie Obadia gallery

L’arte ha da sempre rappresentato cadaveri, ma essendo pittura in un certo senso li esorcizza, con le sue foto invece, pur rappresentandoli in maniera artistica ci viene mostrata la morte anche violenta. Che posizione ha verso il concetto di morte?

La mia posizione sulla morte è la stessa di altre cose: tutto può essere fatto in un’opera d’arte.

Tutto ciò ricorda una continua lotta tra noi e Dio, a lui il bello e la purezza dell’anima, a noi il decadimento e gli orifizi che spurgano a ricordarci la materia che marcirà. Com’è stato lavorare con dei cadaveri post autopsia e in varie fasi della decomposizione?

Trovo la bellezza in molte cose e quando non la trovo la creo.

Spesso nelle lezioni di anatomia per giovani chirurghi si nasconde il volto del cadavere, nel tentativo di annullarne il lato umano, per evitare che gli studenti entrino emotivamente in sintonia con esso e la sua storia personale. Lei come si è posto nei confronti dei cadaveri che ha fotografato?

Sono rimasto dietro la telecamera dove ho visto tutto attraverso la mia lente.

Attraverso la scelta di questi soggetti pone domande scomode con l’obiettivo di dar luogo a dibattiti che talvolta possono sfociare nel vandalismo e nella censura. Quando la sua mostra fu vandalizzata cosa ha pensato di quell’attacco? L’ha condannato o si aspettava una reazione simile che è diventata essa stessa parte del messaggio?

Il mio lavoro è stato vandalizzato tre volte e ogni volta è stata una sorpresa. Non fa parte del mio intento o del mio messaggio.

The_Kiss ANDRES SERRANO
Andres Serrano, The Kiss, courtesy of the artist and Nathalie Obadia gallery

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Agnese Pagani

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