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NICOLA BERTELLOTTI. FENOMENOLOGIA DELLA FINE

Questo libro, queste fotografie, diventano un documento fissato sulla carta e nella memoria di chi le osserva per fare in modo che nulla finisca nell’oblio.

A prima vista, sfogliando le pagine del libro di Nicola Bertellotti, le prima parole che vengono alla mente è l’intro del “Il crollo della casa degli Usher” di Edgar Allan Poe. “Durante un giorno triste, cupo, senza suono, verso il finire dell’anno, un giorno in cui le nubi pendevano opprimentemente basse nei cieli, io avevo attraversato solo, a cavallo, un tratto di regione singolarmente desolato, finche’ ero venuto a trovarmi, mentre già si addensavano le ombre della sera, in prossimità della malinconica Casa degli Usher. Non so come fu, ma al primo sguardo ch’io diedi all’edificio, un senso intollerabile di abbattimento invase il mio spirito”.

Le sue fotografie parlano di un tempo che non c’è più, passato, e un tempo che nel suo presente cancella tutto inesorabilmente. Quello che ci viene mostrato nei sui scatti è a metà tra una sopravvivenza di quei luoghi dimenticati e un’estetica di decadenza e malinconia empatica.

DSC0173-13 NICOLA BERTELLOTTI. FENOMENOLOGIA DELLA FINEDSC0168-12 NICOLA BERTELLOTTI. FENOMENOLOGIA DELLA FINE

Dai richiami all’arte, alla letteratura e alla musica, Nicola cerca di trovare un legame tra quei luoghi dimenticati e la cultura, dando a ciò che resta di loro un nome, una collocazione culturale che possa suggerire nelle menti di chi visita quegli spazi qualcosa di ancora umano. Ribattezzandole, Nicola gli da nuova vita. Spiare quei luoghi attraverso le sue fotografie, che siano abitazioni, fabbriche o chiese porta a un rispettoso silenzio in grado di farci sognare o immaginare cosa potevano essere quegli agglomerati di pietre, polvere e vegetazione un tempo pieni di vita e ora accasciati e addormentati su se stessi.

Questo libro, queste fotografie, diventano un documento fissato sulla carta e nella memoria di chi le osserva per fare in modo che nulla finisca nell’oblio. Una Damnatio Memorie non voluta e comunque incentivata dagli uomini che dimenticano o fanno finta di dimenticare quei luoghi.



Diviso in più capitoli, ogni sezione raggruppa al suo interno più luoghi come le ville e i palazzi aristocratici, i luoghi di culto e i memoriali, le fabbriche, gli ospedali o i luoghi di aggregazione.

Tutti con lo stesso destino, il tempo, più imparziale e non soggetto alle inclinazioni preferenziali degli uomini, porta a un equo degrado che, come nella morte falciatrice di teste trecentesca, logora e deteriora tutti allo stesso modo.


 


NICOLA BERTELLOTTI. FENOMENOLOGIA DELLA FINE


PETRARTEDIZIONI
pp.  148 – 2017
40,00 €

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Redazione

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