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CONIGLIOVIOLA. LE NOTTI DI TINO DI BAGDAD

MILANO - Studio Museo Francesco Messina e sedi varie, fino al 09 aprile 2017

A otto anni dalla retrospettiva al PAC, il duo composto da Brice Coniglio e Andrea Raviola torna a Milano nello Studio Museo Francesco Messina e in altre dieci sedi in città, per presentare un progetto che trasforma lo spazio urbano in un “cinema diffuso”.

Un esperimento post-cinematografico di arte pubblica che combina l’utilizzo di nuove tecnologie, quali la Realtà Aumentata, con il recupero di tecniche tradizionali, dalle incisioni su rame al Teatro delle Ombre.

L’esposizione si arricchisce inoltre di un ciclo di incontriperformance ed aperture straordinarie in occasione dell’Art Week e del Fuorisalone:

mercoledì 29 marzo h 18, art talk “Arte e innovazione: un cortocircuito”
venerdì 31 marzo h 21-23, performance di videodanza “Le notti di Tino di Bagdad”
mercoledì 5 aprile h 18, art talk “Arte pubblica nuovi formati” con interventi di: Gabi Scardi, Catterina Seia, Lisa Parola e apertura straordinaria fino alle 23 in occasione del Fuorisalone
sabato 8 aprilefinissage

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ConiglioViola, Le notti di Tino di Bagdad, 2015-17, installazione in realtà aumentata

Il punto di partenza è un’opera letteraria, Le notti di Tino di Baghdad (1907) di Else Lasker-Schüler. Le fiabe espressioniste “orientali” della poetessa tedesca sono un piccolo caleidoscopio di contaminazioni inattese: il fascino dell’esotismo e l’esperienza della metropoli moderna, il richiamo delle radici ebraiche e il gusto per la sperimentazione avanguardistica, l’indagine pittorica e il manierismo letterario, il gioco infantile e l’erotismo. La protagonista è Tino, principessa e poetessa d’Arabia, costretta a rinunciare alla vita per rendere immortale la poesia.

Giocando sulla struttura non lineare del testo, ConiglioViola ne ha lacerato la trama per dare vita a ventisei episodi autonomi, ognuno dei quali ha ispirato una diversa tavola incisa sul rame e un diverso episodio cinematografico da fruire in realtà aumentata.

Negli spazi del museo le opere vengono presentate all’interno di piccoli lightbox realizzati in cemento a forma di finestra araba. Basta inquadrare le opere attraverso il proprio smartphone, utilizzando l’app gratuita, per osservare le immagini prendere vita sul proprio display e ammirare i video realizzati combinando animazione digitale, animazione a mano e le performance di danzatori.

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ConiglioViola, Le notti di Tino di Bagdad, 2015-17, installazione in realtà aumentata

Al piano terreno sono esposti, oltre ai lightbox in cemento, il dittico animato di grandi dimensioni “Tino und Apollides” ispirato a una delle scene più celebri de “Il fiore delle mille e una notte” di Pier Paolo Pasolini e un cortometraggio di animazione, proiettato sulla vetrata del museo.

La cripta ospita invece le opere e i manufatti realizzati durante il complesso processo di produzione: le incisioni su rame, le foto realizzate durante le riprese del film, i disegni preparatori, le maschere di grandi dimensioni realizzate dagli artisti e indossate da attori e danzatori durante le riprese, infine il documentario che illustra l’intera preparazione del progetto.

L’esperimento non si conclude nel museo ma coinvolge altre dieci sedi in tutta Milano ognuna delle quali ospita una diversa tappa del racconto. Lo spettatore errante sarà costretto a spostarsi tra gli spazi del museo Messina e gli altri punti in città – indicati attraverso una mappa sul sito www.tinobagdad.com – per ricostruire gli episodi di una narrazione che varia con il variare di ogni singolo itinerario.

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ConiglioViola, Le notti di Tino di Bagdad, 2015-17, installazione in realtà aumentata
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ConiglioViola, Le notti di Tino di Bagdad, 2015-17, installazione in realtà aumentata

Il viaggio può iniziare da qualsiasi punto: si tratta di un gioco attraverso il quale bisogna ricostruire una storia e poi condividerla, perché l’ultimo invito che gli artisti rivolgono al pubblico è quello di tornare a casa e riscrivere il testo. Una ricombinazione delle tessere che permetterà di assistere a una moltiplicazione delle narrazioni, attualizzando nello spazio urbano le teorie della Letteratura Combinatoria e trasformando lo spettatore in co-autore.

In questo gioco di rimandi la scelta della sede della mostra è significativa: lo Studio Museo Francesco Messina si è distinto, in questi ultimi anni, per la forte vocazione a riflettere sull’arte pubblica e sulle sue declinazioni possibili, sino a comprendere la sperimentazione di nuovi linguaggi e tecnologie.

Il progetto è prodotto da Kaninchen-Haus con il sostegno della Fondazione Cariplo e in collaborazione con care/of.

Informazioni utili

ConiglioViola. Le notti di Tino di Bagdad
Studio Museo Francesco Messina – Via San Sisto 4/A,
Milano e sedi varie in tutta la città (mappa su www.tinobagdad.com)
PROROGATA AL 9 APRILE 2017
Ingresso gratuito
02.88448046

 

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