Arts & CultureExhibitions

JAN FABRE GLASS AND BONE SCULPTURES 1977-2017

Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia Venezia | Abbazia di San Gregorio, dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Jan Fabre torna a Venezia con un progetto inedito, appositamente studiato per gli spazi dell’abbazia di San Gregorio, situata tra il ponte dell’Accademia e la punta della Dogana.

Evento collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, la mostra presenta oltre 40 sculture di Jan Fabre, in grado di ripercorrere la sua ricerca fin dalle origini, innescando una riflessione filosofica, spirituale e politica sulla vita e la morte attraverso la centralità della metamorfosi. Per la prima volta, saranno riuniti insieme lavori in vetro e ossa, realizzati nell’arco di un quarantennio, tra 1977 e il 2017.

Affascinato dall’alchimia e dalla memoria dei materiali, Jan Fabre si è ispirato alla tradizione pittorica dei maestri fiamminghi che erano soliti miscelare ossa triturate con i pigmenti colorati e all’artigianalità dei vetrai veneziani. L’artista ha deliberatamente scelto questi due materiali duri, che sono forti a dispetto della loro delicatezza e fragilità, per mettere in risalto la durezza e la fragilità della vita stessa.

2-1 JAN FABRE GLASS AND BONE SCULPTURES 1977-2017
Jan Fabre The future merciful vagina, 2011 Vetro, ossa umane, inchiostro di biro Bic Dimensioni variabili Foto: Attilio Maranzano © Angelos bvba

I due materiali modellano parti e insiemi di corpi umani e animali: a volte, questi mantengono la loro naturalezza cromatica; altre volte, sono dipinti con il colore blu tipico della penna a sfera Bic che l’artista usa da anni per raccontare l’Ora Blu, ovvero quel momento crepuscolare in cui avviene il passaggio dalla notte al giorno o viceversa, che segna il punto di confine e di mutamento del tempo naturale.

La dialettica tra ossa e vetro, che è poi quella che s’instaura, ad esempio, tra durezza e fragilità, tra opacità e trasparenza, tra ombra e luce, tra tangibile e intangibile, tra vita e morte, è al centro della poetica di Fabre. Quella dell’artista fiammingo è un’arte che ruota attorno all’instabile stato della metamorfosi e ai cambiamenti nel flusso dell’esistenza. Come il vetro, anche le ossa non sono indistruttibili. Al pari del vetro, le ossa si spezzano mostrando la fragilità e precarietà umana.

Lungo tutta la sua carriera, Fabre si è sempre confrontato con questi due materiali; fin dal 1977, quando realizzò The Pacifier, un ciucciotto realizzato in osso, ma avvolto da schegge di vetro che non può essere usato a meno che non ci si voglia ferire. E di vetro era l’altare primitivo di ossa umane di The Future Merciful Vagina and Phallus (2011) sulla cui sommità c’erano un osso pelvico e un fallo.

Skull-with-squirrel-2017 JAN FABRE GLASS AND BONE SCULPTURES 1977-2017
Jan Fabre, Skull with Squirrel (2017) Size: 53,6 cm x 23,8 cm x 25,2 cm Techn: Murano Glass, Skeleton of a Squirrel, Bic Ink, Stainless Steel Photographer: Pat Verbruggen Copyright: Angelos bvba
Skull-with-woodpecker-2017 JAN FABRE GLASS AND BONE SCULPTURES 1977-2017
Jan Fabre, Skull with Woodpecker (2017) Size: 53,6 cm x 24,9 cm x 22,3 cm Techn: Murano Glass, Skeleton of a Woodpecker, Bic Ink, Stainless Steel Photographer: Pat Verbruggen Copyright: Angelos bvba

Nella ricerca di Jan Fabre, le ossa si associano alla morte. Nella Pietas, presentata durante la Biennale d’Arte del 2011 alla Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia a Venezia, che riproduceva in scala 1:1 la Pietà di Michelangelo, il volto della Madonna era stato sostituito da un teschio, immagine della morte.

 

Informazioni utili

Jan Fabre. Glass and Bone sculpture 1977 – 2017
Evento collaterale della 57° Esposizione Internazionale d’Arte
La Biennale di Venezia

Abbazia di San Giorgio, Dorsoduro 172, Venezia
13 maggio – 26 novembre 2017
Ingresso libero

Previous post

GINA E ACANTO DI MYOP

Next post

VIRGENES DE LA PUERTA

The Author

Redazione

Redazione