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URBANSPACES The heART of Ibiza

Idea nata per caso. Ha portato, in poco tempo, alla realizzazione di un progetto all'avanguardia. Lo Urban Spaces di Ibiza è molto più che un hotel!

Ho letto che l’ispirazione di aprire un Art Hotel ti è venuta leggendo su un libro l’esperienza del Carlton Arms Project a New York. Ci sei mai stato?

In realtà no! Da quando ho letto il libro in cui è citato (Bad girls motel di Bob Coulter) è sempre stato quello a cui mi sarei voluto ispirare se mai ne avessi avuto la possibilità, ma non sono mai riuscito a fare il pellegrinaggio!

Un hotel è un progetto complesso, così come il mercato d’arte e in particolare le relazioni con gli artisti. Qual è il tuo background professionale grazie al quale sei riuscito a combinare questi due mondi?

Ad essere onesto non ho affatto esperienza professionale nell’industria del settore ricettivo. Sono nato e cresciuto nel nord est dell’Inghilterra. Era davvero sconfortante e nel periodo in cui i giovani si ritrovano a prendere le decisioni sul proprio futuro l’unica cosa di cui fossi certo era che volevo scappare da dove mi trovavo. O almeno volevo l’opportunità di scappare.

Alla fine vedevo un amico che veniva pagato mentre studiava al college e non mi dispiaceva affatto come idea. Stava facendo il tirocinio nella Marina Mercantile come ingegnere. Alla fine ho deciso di seguirlo in mare ed eventualmente dopo qualche anno specializzarmi. Avevo 21 anni e all’improvviso mi sono ritrovato in carica a sorvegliare la sala macchine di una nave mercantile, Le vite delle persone erano nelle mie mani. Sono cresciuto abbastanza in fretta dopo questa esperienza e, mentre il mio apprendistato da macchinista riguardava soprattutto il problem solving, ho dovuto anche imparare a gestire le persone.

Questa formazione può essere applicata a qualsiasi contesto e mi ha davvero aiutato a imparare a tenere l’hotel a galla com’era, nelle prime stagioni. Non ho mai avuto una serie di piani definiti ma mi sono approcciato all’hotel come a un esercizio di problem solving. Inoltre ho sempre avuto un ottimo staff, che ha avuto una formazione professionale nella ricezione e che è riuscito a far girare bene le cose nell’hotel mentre io mi concentravo sul quadro generale.

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Com’è il tuo rapporto con l’isola e quando hai deciso di stabilire qui i tuoi affari?

Io amo Ibiza e l’ho totalmente abbracciata… e ho come la sensazione che anche lei mi abbia abbracciato! Quando io e i miei coetanei venivamo qui da ragazzotti, tutti guardavamo a Ibiza come al mondo delle fate in cui potevamo staccare dalla realtà. Alla fine dopo qualche anno Ibizia è diventata sempre più la norma, ma mi ci sono volute circa 10 stagioni per capire che questo era il luogo cui davvero appartenevo. Alla fine, dunque, ho preso la mia decisione e ad essere sincero non mi sono mai guardato indietro: Ibiza è diventata la mia base nel 2010.

Negli ultimi anni a Ibiza, forse per ripulire la loro immagine legata al mondo delle discoteche, si sono moltiplicate le iniziative di carattere artistico. Aprire un Art Hotel come Urban Spaces aiuta ad incrementare il ruolo della promozione artistica per un luogo che ospita moltissime persone. Ti senti più un imprenditore culturale o del turismo?

È un po’ il mio spauracchio che vogliano fare pulizia completa dei clubber dell’isola. Ibiza è forse una delle maggiori zone di affluenza della Spagna oggi e la ragione principale sono i clubber più allineati.

Sebbene io pensi che sia straordinario che ci sia questa grande spinta verso l’arte sull’isola, sono triste che molta delle gente qui non riconosca che senza le discoteche l’isola sarebbe in un buco nero economico simile a quello del resto della Spagna. È davvero una piccolissima isola e se c’è una cosa che ho imparato negli anni è che qui tutto è interconnesso! Tutti i miei artisti vogliono vedere i club quando visitano l’isola e sono ben accolti da essi.

L’isola è un grande mix di tutto, forse più di molti altri posti nel mondo, e c’è una grande accettazione tra i più, perciò io non racchiudo le mia abilità imprenditoriali in un’area specifica. Io fornisco un prodotto e sono felice di provvedere per chiunque, ed è difficile per me etichettare me stesso in un modo o in un altro.

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Come sono scelti gli artisti che decorano le stanze?

Quando ho dato inizio a questo progetto sono stato aiutato da varie persone in questo ambito. La prima persona che ho contattato quando ho avuto l’idea è stato Paul Saunders dei Westbank Studios e Urban a Ibiza, che mi ha enormemente aiutato. Mi ha messo in contatto con alcuni artisti che erano interessati al progetto e un ragazzo in particolare è diventato un grande amico e un sostenitore dell’hotel, Inkie.

L’altro ragazzo che ha dato una gran mano all’inizio è un vecchio amico di Ibiza che mi ha aiutato nello stesso modo di Paul e ha contribuito anche con una stanza, Mikey Brain. Tutti gli artisti che hanno esposto o stanno esponendo nell’hotel o sono amici di amici o si sono approcciati a me e io ho apprezzato quello che fanno. Non voglio uscire dal mio modo di incontrare un artista a meno che non conosca qualcuno che a sua volta conosca lui o lei, dato che noi non commissioniamo lavori.

Non vorrei deragliare dal mio modo di avvicinarmi a un artista a meno che non conosca qualcuno che lo conosca…… Il principio del progetto è che noi non abbiamo nessun apporto al lavoro che producono. Il loro lavoro gli appartiene e permettendo loro di produrre quello che realmente vogliono produrre i risultati parlano da sé. L’unica altra cosa che io richiedo è che il loro lavoro sia sufficientemente diverso da quello che abbiamo giù qui in hotel.

Avrei davvero voluto inserire qualcuno durante la seconda stagione ma il suo lavoro era troppo simile a qualcosa che già avevamo per cui ci ho dovuto pensare due volte!

Hai in programma di replicare il format del tuo albergo in altri posti? C’è una classifica di luoghi dove ti piacerebbe stabilirti in futuro?

Io credo che abbiamo un brand abbastanza cool che potrebbe essere replicato in vari luoghi. La Street Art è il maggiore movimento d’arte al mondo. È ovunque e così accessibile. Per affermarci da qualche parte avremmo bisogno di una scena street art molto prospera in cui essere coinvolti. In effetti ho cominciato a guardare un deposito che potrebbe diventare Urban Spaces Barcelona, anche se per cominciare non sarebbe un hotel ma più un centro creativo con lo scopo di stabilirci nella comunità artistica della città. Se dovessi avere successo a Barcellona probabilmente sarei molto interessato ad Amsterdam, un’altra città con una scena street art davvero fervente!

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Luna Bogani

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