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LUCIO NISI. THIS IS PLASTIC

Un punto di rifermento per la movida milanese, un locale dove etero e gay si incontrano alla scoperta, e alla ricerca, di forti sensazioni.

Si balla la più bella musica, con i migliori DJ provenienti da tutto il mondo; un mix esplosivo per i weekend di molti. Dal 23 dicembre
1980, dove il primo invito della serata recitava: “È d’obbligo l’abito scuro, il trucco pesante, lo sfarzo soprattutto lo sfarzo…” e concludeva con un “NERO LUSSUOSO”, ad oggi, dove ormai tutti conoscono il Plastic e quasi non serve neanche più stampare volantini e flyer di serate… (perché tutti lo conoscono).

Un po’ come il Berghain, a Berlino, anche il Plastic dà molta importanza alla selezione all’ingresso. Ogni serata è diversa, ogni sera la parte più bella è quella che non ti aspetteresti mai. La “nuova” casa del Plastic ricorda la sede storica, l’atmosfera è sempre unica, come prima, e gli amici, da quelli di sempre alle nuove generazioni, fanno si che il Plastic sia, e sarà sempre, una grande famiglia, che ha lasciato e lascerà a tutti noi bellissimi ricordi.

Non è da tutti conoscere un personaggio come Lucio Nisi che, al Plastic, ha ospitato star di fama internazionale. Da Madonna a Elton John, dall’artista Andy Warhol a Freddie Mercury, passando per Prince, Paul Young, Bruce Springsteen e l’artista Keith Haring. Tutti hanno fatto tappa, durante il loro soggiorno a Milano, al Plastic.

Dal 1980 ad oggi, da Viale Umbria a Via Gargano, dal venerdì sera alla domenica sera Lucio è sempre presente. Invitati nel suo ristorante
a Milano, Le Petit Jardin, abbiamo avuto la bellissima esperienza di ascoltare i suoi racconti di un luogo di culto: il Plastic.

Club-Domani-Sat-26.11.2016-scremate-7_2-1024x590 LUCIO NISI. THIS IS PLASTIC

Tre aggettivi per descrivere te e il tuo locale

Io sono una persona normalissima, come tu mi conosci, faccio l’imprenditore e mi piace lavorare. Mi sento anche una persona molto creativa e per questo mi piace anche creare. Ho davanti queste due meravigliose avventure Plastic e Le Petit Jardin. La vita notturna di Milano.

Da imprenditore, uomo di successo e padre di famiglia il vero Lucio Nisi dove si vede?

Tutti e tre, anche se si vede di più nel lavoro. Questo, purtroppo, mi porta a stare lontano dalla famiglia però, avendo oggi i figli già grandi, non cambia niente. Sono sempre lo stesso Lucio.

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Com’è nata l’idea del Plastic?

L’idea del Plastic è un’idea di mio fratello, Lino Nisi e del suo amico Nicola Guiducci. Nel 1979 mi ha chiesto se volevo diventare il suo socio e aprire questa discoteca con lui. Io, all’epoca, avevo un negozio di frutta e verdura e sinceramente non me la sentivo Però l’ho aiutato finanziariamente, abbiamo fatto cinquanta e cinquanta e così Lino ha iniziato. Poi, dopo due mesi, si era già stancato e sono entrato io. Mi sono messo l’abito grigio ed il gilet, e pensavo di andare chissà dove in discoteca. Dovevo incassare in un weekend, sabato sera, domenica pomeriggio e sera 700.000 lire, nel 1980, per poter pagare una cambiale al lunedì. Invece, il sabato sera incassai 1.200.000 lire, domenica pomeriggio 1.200.000 lire e la domenica sera 1.200.000 lire… e da lì mi sono detto: “Allora qua è meglio che prendo in mano io la situazione” da buon amministratore e sono rimasto lì, iniziando così l’avventura Plastic.

Com’era Milano all’inizio di questa avventura?

Era una Milano da bere, una Milano creativa che aveva voglia di creare. All’epoca c’erano le prime discoteche, i primi stilisti, le prime mode… una Milano totalmente diversa da quella di oggi…

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Una milano migliore o peggiore?

Non si dice mai ne meglio e ne peggio. Era semplicemente diversa, una Milano di quei tempi.

Guardando a ieri, Com’è cambiato nel tempo il locale e i clienti che lo frequentano?

Beh… diciamo che la nostra clientela tendenzialmente, dalla nascita ad oggi, è sempre quella. Circa l’ottanta percento dei nostri avventori non è cambiato. Perché il Plastic è un locale particolare, un locale con tendenza gay… Successivamente negli anni è iniziata la curiosità, si nominava frequentemente il Plastic, è così che arriva il restante venti percento sono tutte quelle persone che vogliono vivere una notte al Plastic. Adesso abbiamo varie serate, a tema e non, per esempio il venerdì sera è INDIE-ROCK in modo da attirare i ragazzi giovani, portarseli avanti per due o tre anni. Il sabato sera è invece dedicato alla musica italiana ma è comunque un locale aperto a tutti, una sala del locale è dedicata ai ragazzi gay, e poi c’è la musica del privé di Nicola Guiducci dove c’è sempre una curiosità verso le tendenze musicali.

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Quindi queste le possiamo definire le strategie vincenti che hanno fatto del Plastic uno dei locali migliori e conosciuto ovunque?

Sono tutte vincenti, ma una in particolare è quella della musica! Proponiamo musiche diverse, il locale è diviso in tre sale, con tre sound differenti e noi su questo siamo all’avanguardia. Nicola Guiducci è il capo carismatico in queste cose. È il nostro direttore artistico e musicale, è il guru della musica del Plastic. E poi, piano piano, ogni sala ha plasmato la sua musica. Noi siamo andati negli anni alla ricerca in varie città, come Londra, Berlino, poi siamo andati in Giappone ed in America… siamo andati dappertutto dove c’era innovazione musicale.

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