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STEFANIA BOEMI

Amore per le tradizioni.

È una giornata fredda a Milano. Un’aria gelida attraversa la città, ghiacciando l’erba e le strade cosparse di sale e che ben poco riesce a non trasformare i marciapiedi in piste di ghiaccio. Qualcuno lo definisce un freddo anomalo, ma forse si è dimenticato che questa era la normalità fino a venti anni fa.

Ed è in questa fredda giornata che a più di 1000 chilometri la voce di Stefania ti arriva da Catania, riscaldandoti e mettendoti subito a tuo agio con tutto il suo calore tipico del sud. Come se ci si conoscesse da sempre, mi racconta della sua passione fin da bambina di accumulatrice seriale e che l’ha portata ad avere la casa stracolma di oggetti presi nei mercatini o dai rigattieri.

2014_10_17-Shooting-Boemi_102 STEFANIA BOEMI

A stento si fatica a credere che questo non sia il suo vero lavoro data la sua bravura. Occupata a tempo pieno nella neuroriabilitazione motoria, nasce per gioco tutta l’arte e la creatività di Stefania. Per gioco e da quel retaggio familiare trasmesso dalla nonna e dalla madre che al posto di buttare qualcosa di rotto si riparava, dalle finestre alle sedie.

Donne forti, autosufficienti, padrone della casa e del focolare. Ma arrivati ad un certo punto bisogna fare i conti con la realtà e con le questioni di spazio, chiedendosi cosa farne di tutti quei pezzi collezionati. Qualcuno lo si può vendere per fare spazio ad altri. Ed è qui
che inizia l’avventura creativa.

Partendo con l’andare a cercare e scoprire nei mercatini tutte quelle chicche che molto spesso si buttano via, non interessano o non si capiscono i veri potenziali, Stefania gli infonde nuova dignità e vita, consapevole che questi articoli vecchi, non sono altro che i prototipi del design contemporaneo e che il passato ritorna sempre nel presente.

Sono passati tredici anni ormai quando i primi vasi antropomorfi della principessa e della testa di moro che adornano i balconi siciliani hanno preso forma. Nascono principalmente per la casa di Stefania, che voleva qualcosa che fosse legato alla tradizione ma che non avesse quel sentore di passato.

2014_10_17-Shooting-Boemi_184 STEFANIA BOEMI

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Carlo Sessa

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