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MARIO MILANA

La rinascita dell'artigianalità.

I mobili progettati da Mario Milana sono dotati di semplicità, eleganza e funzionalità. Esclusivi nel loro genere evidenziando il divario tra loro e la produzione industriale, che oltre ad essere un metodo comune nella produzione di oggetti, sono sempre privi di un particolare: l’unicità.

Figlio dello scultore e progettista Dario Milana, Mario è nato a Milano nel 1981. Studia presso l’Istituto Europeo di Design dove si laurea come Industrial Designer nel 2003. Due anni dopo decide di trasferirsi a New York, dove lavora nello studio di Karim Rashid per otto anni avendo la possibilità di svolgere lavori per grandi clienti come Alessi, Corian, Artemide, Gufram, Meritalia, Riva1920, Samsung e tanti altri.

Nel 2014 fonda il proprio studio omonimo con sede a New York e Milano e nel corso del Salone del Mobile dello stesso anno lancia Spring, la sua prima collezione. La sua filosofia è di valorizzare il lavoro manuale dell’artigiano nella progettazione dei suoi mobili. Ogni oggetto progettato da Milana racconta una propria storia. Dall’utilizzo dei metalli curvati e saldati a mano o alla pelle italiana di alta qualità cucita manualmente, il risultato finale delle sue collezioni è quello di un’eleganza e rigore dotati di forme geometriche ed organiche sagacemente bilanciate, riuscendo a fondere in un perfetto matrimonio gli aspetti raffinati con quelli volutamente lasciati grezzi.

Questo è uno stile freddo e allo stesso tempo severo, eppure profondamente infuso da un calore umano. Un grande esempio di fusione tra arte, design di avanguardia e tradizione artigianale. Per l’edizione del Salone del Mobile 2017, Milana ha presentato la sedia Asana, un’ottima scelta per gli appassionati della meditazione.

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Fair Play © Nando Marin

Punto, linea e piano, una geometria semplice che parla molto bene dell’armonizzazione tra funzione ed estetica e che caratterizza molti dei tuoi oggetti dando loro un valore artistico implicito. Alcuni trovano nelle tue sedie una sorta di materializzazione dell’arte. Una mm3 oppure una Rulla farebbero il paio con un Kandinsky o un Mondrianappesi dietro. Consideri che il tuo lavoro appartenga ad un movimento artistico?

Indubbiamente a livello visivo il linguaggio può essere associato a movimenti artistici. La realtà è che il processo creativo passa primariamente da concetti di essenzialità e funzionalità. Direi quindi che si possa sintetizzare più come un movimento razionale/ logico in cui i canoni di bellezza estetica sono la funzionalità e l’equilibrio dell’oggetto.

Chi consideri punti di riferimento e grandi fonti d’ispirazione?

Come punti di riferimento nomino i grandi maestri Italiani del dopoguerra: Castiglioni e Magistretti. Le fonti d’ispirazione sono ovunque: dall’arte alla musica fino alla natura… Viaggiare è sempre il modo migliore per trovarne di nuove.

Nel tuo lavoro si percepisce un forte interesse a recuperare il valore dell’artigianato che nel tempo si è perso con l’industrializzazione e la produzione di massa. Qual’è la motivazione dietro alla progettazione di pezzi unici?

I pezzi non sono unici ma realizzati su ordinazione. Lo vediamo non solo nel design ma nei campi più disparati, dalla moda all’alimentazione. È un ritorno alle origini che non può prescindere dal valore intrinseco di un oggetto (o di qualsiasi cosa) ottenuto interamente da processi manuali.

Qual’è stato il progetto che ti sta più a cuore, e perché?

Il prossimo, perché da progettista è l’unico veramente rilevante.
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Asana © Davide Milana

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