Biz

NAUTILUS

Non chiamatelo negozio!

Il Nautilus è un mondo delle meraviglie, a metà tra un museo e la casa di amici che ti aprono le porte delle proprie stanze per farti vivere un’emozione.

Il Nautilus è una passione che in Alessandro Molinengo – che tra l’altro è un grande collezionista di ex voto dipinti su tavola – gli appartiene fin da quando era bambino. Ricordate tutte quelle caccie al tesoro che si faceva da piccoli? In Alessandro non si sono mai assopite ma anzi, sono state il motore che lo hanno portato a setacciare internet, gli antiquari, i collezionisti e svegliarsi all’alba per andare in avanscoperta nei mercatini del fine settimana ad acquistare oggetti unici e particolari.

Ed è tra questi mercatini che conosce Fausto Gazzi, modenese, amico e socio del Nautilus. Alessandro rivela un aneddoto molto divertente di come sia nata questa amicizia. Accomunati dalla stessa passione per il collezionismo, dopo svariate email si sono dati appuntamento a un mercatino e senza essersi mai visti nemmeno in foto, si sono ritrovati davanti alla stessa bancarella a chiedere il prezzo di un oggetto a cui nessuno dava attenzione. “Chi s’assomiglia si piglia” viene da dire.

Questa passione si è deciso di mutarla in lavoro aprendo tra il 2004 e il 2005 il primo negozio a Torino in via Giovanni Francesco Bellezia, e stando a quello che racconta Alessandro la via non poteva essere più che perfetta essendo stato il Bellezia sindaco della città durante la peste del 1630.

1 NAUTILUS

Una mezza leggenda che circola racconta che il negozio venga aperto solo su appuntamento a pochi eletti fatto di passaparola e conoscenze… e come in tutte le leggende c’è una mezza verità: Nessuna selezione all’ingresso, nessun privilegio o lista vip, semplicemente non essendo il lavoro principale di Alessandro, gli impegni lavorativi lo tengono spesso fuori città per giorni, di conseguenza il negozio viene aperto giusto nei momenti di relax come la sera o il fine settimana.

L’appuntamento è per essere sicuri di trovare qualcuno al suo interno. Poi nel 2012 a causa di un lavoro prolungato nelle Marche da parte di Alessandro, si è deciso di chiudere il negozio torinese e spostarlo a Modena, dove Fausto può oltre che godersi la collezione essere più presente per i clienti. Dalla prima sede in centro ci si è spostati in un altro negozio un po’più fuori ma più ampio per accogliere ed esporre la collezione.

Entrarci è come fare un tuffo nel tempo, è possibile trovare tutti gli oggetti più bizzarri ai nostri occhi che raccontano tutta la storia del passato e dell’uso quotidiano che se ne faceva.

Uso l’aggettivo “bizzarro” con le pinze, perché ciò che ai nostri occhi contemporanei può sembrare un’assurdità agli occhi delle persone dell’epoca era la normalità – ricordiamoci che la denominazione Medioevo è nata dopo quel periodo per schernire un’epoca vista come arretrata e rozza sia culturalmente che artisticamente, l’uomo medioevale non sa di essere un uomo del medioevo, vive il suo tempo con cognizione di sé in quell’istante.

Dagli antichi arnesi medici, tra cui spicca l’oggetto più costoso della sua collezione: uno strumento chirurgico del 1600 a quello più curioso: un braccio di una mummia venduto dopo mesi di posta e trattativa a un ragazzo spagnolo. Ma non solo, al suo interno è possibile trovare animali imbalsamati, stampe, feti sotto formalina, crani umani e tutto ciò che possa incuriosire. Riguardo ai reperti umani, sono custoditi sotto un telo in quanto l’intento di Alessandro non è quello di provocare o scioccare, conscio che se per alcune persone possono essere oggetti affascinanti ad altri possono dare fastidio.

 

Pur non avendoli venduti a tutti in base alle sensazioni che il cliente gli trasmetteva, quello dei crani è un mercato molto richiesto da sempre, in quanto i teschi hanno l’ambivalenza di affascinare o far inorridire, perché possiedono la dualità di ricordarci sia la caducità della vita che la morte nella sua forma più comune, e alla domanda di cosa ne pensa dell’opinione che forse ai giorni nostri una sepoltura sarebbe più dignitosa piuttosto che la compravendita di quei resti, Alessandro risponde che l’importante è avvicinarsi a quegli oggetti con il dovuto rispetto e osservarli per quello che sono: dei reperti scientifici.

Anche lo stesso Lombroso, studioso di frenologia e collezionista di crani, chiese di essere conservato come il resto della sua collezione dopo la morte. Alla fine una testa comune non è così diversa dalle teste mozzate dei santi e messe a contemplazione dei fedeli; cambia il luogo o il significato che gli si attribuisce, ma la sostanza rimane la stessa.

Quasi tutti gli articoli esposti nel negozio arrivano dalla Francia che ha alle sue spalle una storia centenaria di produzione e conservazione di tutta quell’oggettistica che faceva gola ai collezionisti, tanto che basta sfogliare riviste di design e architettura di trenta anni fa per trovarvi foto d’interni arredati con articoli singolari.

La maggior parte della clientela è quasi tutta estera, e anche se negli ultimi tempi si è vista una crescita e un interesse verso questo tipo di collezionismo o di arredamento che potrebbe come tutte le mode scemare, secondo Alessandro ci sarà sempre la passione per la ricerca dell’oggetto in grado di stupire e raccontare la storia dell’epoca in cui è nato.  In Italia, ahimè, pur avendo avuto anche noi una grossa produzione si è preferito buttare via tutto per quello che consideravamo moderno.

13 NAUTILUS

Con un po’ di ritardo ci si è svegliati ora – un po’ per moda, un po’ per imitazione – a ricercare l’oggetto particolare da abbinare al mobile di design o alla lampada vintage ricercando quel gusto eclettico del contrasto.

Tra una continua caccia al tesoro affiancata alla passione che si mette nel fare questo lavoro, il Nautilus è un luogo che meraviglierà sempre per il suo potere di incantare e insegnarci qualcosa di più sul passato.

Previous post

NEITHER BEGINNING NOR END

Next post

TYPE A VISULA HISTORY OF TYPEFACES AND GRAPHIC STYLES 1628 - 1938

The Author

Michelangelo Berti

Michelangelo Berti