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JOSHUA SMIT

Il mondo in miniatura

Il suo mondo è una copia perfetta di quello reale. Joshua Smit è un miniaturista ed ex artista di stencil che vive a Norwood nell’Australia del Sud. Alle sue spalle può vantare una carriera di ben 17 anni come artista di strada e gallerista ed oltre 100 esposizioni in giro per il mondo in città come Londra, Parigi, Berlino, New York, Giappone e naturalmente l’Australia.

Poi nel 2015 la grande svolta, decidendo di dedicarsi totalmente alla creazione di edifici in miniatura, e nonostante questa nuova linea artistica sia relativamente giovane, le sue opere sono state esposte in importanti gallerie e fiere d’arte mondiali. Il successo è straordinario e osservando i suoi lavori è facile capirne il perché.

Ogni singolo edificio rasenta la perfezione quasi maniacale della riproduzione della realtà. In modo sorprendente utilizzando cartone, pannelli di fibre, vernici spray e avvalendosi di pastelli o altri mezzi per ricreare e modellare tutti i più piccoli dettagli dei suoi edifici in scala 1:20, ricrea scorci urbani pieni di minuzie, non solo per quanto riguarda i materiali di costruzione come le pareti di mattoni, le saracinesche, i tetti o il tempo vissuto come ruggine e polvere, ma anche attraverso alcuni indizi che suggeriscono chi siano gli inquilini e le culture che ci abitano,con la possibilità di poter fantasticare o inventare storie e supposizioni sugli abitanti.



Tutto è perfetto. Dai panni stesi ad asciugare, alle insegne luminose fino alla spazzatura, i graffiti, i mozziconi di sigarette o i contenitori di cibo cinese d’asporto. Osservando i suoi lavori è facile intuire la ricerca volta a evidenziare tutti quegli aspetti urbani trascurati che rasentano il degrado delle periferie cittadine. I suoi palazzi diventano perfetti supporti per l’arte di strada come tag, sticker e cartelloni pubblicitari.

Come dei diorama metropolitani ci mostrano la realtà quotidiana e le interazioni che quei luoghi vivono. Osservando in fotografia un suo lavoro è facile cadere in inganno che quello possa essere l’edificio reale e non la sua fedele riproduzione.



Foto di Andrew Beveridge/ASBCreative.com

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Stefania Rodegari

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