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APOLLONIA SAINTCLAIR

La petit mort.

Da una rapida analisi delle diverse culture e tradizioni del mondo è possibile vedere come il fallo maschile sia raffigurato in maniera simbolica in quasi tutte. Non c’è pietra eretta, menhir, stele, obelisco, torre (esplicitamente chiamato maschio), attrezzo o arma che non copi, sotto qualche aspetto, la forma, il meccanismo o la funzione simbolica del pene.

Dagli strumenti augurali di fertilità e fortuna – si pensi ai tipici cornetti napoletani, mutazione di simboli fallici appesi alle porte di derivazione romana dopo l’avvento del cristianesimo – o l’usanza di agitare una bottiglia e far schizzare lo spumante in caso di vittoria.

Tutti gli oggetti composti da una parte che penetra e una che viene penetrata vengono ancora oggi abitualmente chiamati “maschio” e “femmina”. L’uomo, la donna, il pene, la vagina sono ovunque nella collettività costituita. Tutto richiama questa dualità maschio femmina che la società accetta come cultura costituita ma la cui origine si dimentica.

Viviamo circondati dalla pornografia, la vita stessa è pornografica e non ce ne rendiamo più conto. L’arte come reminiscenza della società ne è da sempre influenzata, dalle prime figure femminili del Paleolitico, all’arte babilonese ed etrusca fino all’arte romana che, perdendo gli aspetti religiosi, si rivolge sempre più ad un erotismo profano (si pensi gli affreschi dei lupanari pompeiani).

Con l’avvento del Cristianesimo si assiste a una condanna della sessualità e con il Rinascimento l’erotismo invece viene filtrato attraverso i canoni di bellezza e armonia dell’arte classica così come nei valori neoclassici del Romanticismo per arrivare al XX secolo in cui il corpo viene enfatizzato come veicolo espressivo delle emozioni e della sessualità.

Anche nella letteratura, e possiamo prendere i racconti scritti dal Marchese De Sade, sono permeati da storie di sottomissione, violenza, sesso in cui la donna è sempre oggetto e non soggetto attivo.

In tutto questo arco di tempo c’è sempre il punto di vista dell’uomo verso il sesso e poi c’è la donna. Ma quindi le donne non sanno godere o non pensano al sesso come noi uomini? No, è solo che lo fanno in maniera diversa.

All’azione preferiscono una trama per poter fantasticare ed eccitarsi più mentalmente che fisicamente. La pornografia che tanto fa eccitare gli uomini, le donne le annoia, tanto più che nei film erotici è sempre il volto della donna, le sue parti intime penetrate e quasi mai se non poco il volto dell’uomo affinché gli uomini possano immedesimarsi nel ruolo attivo dell’azione.

È grazie alla rivoluzione sessuale degli anni ’70 che oggi le donne si stanno prendendo una fetta nel mondo erotico e sessuale. Dai party per sole donne con la sponsorizzazione e la vendita di sex toys, alle registe che si buttano nel mercato della pornografia esplicitamente per un pubblico femminile, ai racconti di scrittici dove il vero protagonista è il piacere femminile.

Complice sicuro una società che sta cambiando, per scelte di vita, religione e tradizioni, per la prima volta nella storia le donne oggi si stanno allineando all’uomo in fatto di scelta, sesso e piacere. Per poter capire meglio la visione femminile della pornografia abbiamo fatto due chiacchiere con Apollonia Saintclair, una giovane artista inglese a cui piace disegnare scene pornografiche dove la donna è la protagonista.

20140819_asc-518_Limmobilisation-The-entrapment_A4_300dpi-copy APOLLONIA SAINTCLAIR
L’immobilisation (The entrapment)

C’è un particolare motivo per cui preferisci stare nell’anonimato?

Ci sono diverse ragioni, la principale è la libertà artistica. La disegnatrice, che esiste nella mente del pubblico, è una persona totalmente diversa da quella che conduce tranquillamente la sua vita in privato … non vedo motivo di mescolare queste due esistenze. I miei disegni sono sufficienti per loro e io non ho motivo di accostare la mia presenza che ne diventerebbe un parassita. Inoltre, in verità, in questo periodo di iperegocentismo,rimanere nell’ombra è più che mai un lusso.

Quando hai cominciato a disegnare e i tuoi soggetti sono stati da subito erotici?

Ho sempre disegnato cose, più o meno intensamente, ma nel 2012, motivata dal puro piacere di fare, ho cominciato a pensare al disegno come ad un progetto molto più grande di prima, ad un territorio che doveva essere esplorato in profondità piuttosto che ad un semplice passatempo domenicale. Mi sono ritrovata a voler disegnare più seriamente e acquisire la tecnica necessaria per farlo e ho scoperto che le storie che volevo raccontare assumevano una sorprendente intensità quando prendevano una piega erotica.

Come promuovi la tua arte? Hai mai dovuto confrontarti con la censura?

Ho scoperto Tumblr cercando immagini di riferimento e sono stata subito sedotta dall’eterogeneità dei contenuti: in un batter d’occhi passi da Mickey a Manson, da Hieronymus Bosch a Stan Lee. Per curiosità, ho cominciato a condividere i miei disegni e tutto ha avuto inizio … non cerco di promuovere il mio lavoro, piuttosto ho piacere di disegnare cose che mi piacciono e condividerle con i coetanei. Naturalmente la censura esce, in particolare su Instagram e Facebook. Personalmente sono totalmente d’accordo che alcuni contenuti non vengano resi disponibili a tutti. Quello che mi irrita sono i criteri e il processo messo in atto: è il regno della denuncia, e quindi della mediocrità. Secondo i criteri utilizzati, il 95% della storia dell’arte dovrebbe essere censurato: basti pensare alla violenza di “Giuditta e Oloferne” di Caravaggio o all’erotismo dell’estasi di S. Teresa del Bernini.

Hai degli artisti che ammiri?

In pratica sono autodidatta. Ciò significa che i miei maestri sono gli artisti che ammiro, prima di tutto naturalmente Milo Manara e Moebius, insieme ad altri disegnatori europei come Crepax, Frollo, Liberatore e Bilal. Amo Louise Bourgeois, Lee Miller o Anaïs Nin. Quando sei sul percorso di apprendimento, sei interessato a tutto ciò che vedi e che risveglia la tua curiosità. Improvvisamente vedi l’opera di altri artisti con nuovi occhi. Cerchi di capire come sono riusciti a comunicare la loro visione.

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La rivière de nacre (The Jackhammer)

Quale è il percorso creativo che ti porta alla creazione dei tuoi disegni?

Ogni disegno ha per me una parte narrativa e una parte grafica. Per avere successo, queste due parti devono essere forti in sé stesse e forti in congiunzione. La maggior parte dei miei disegni inizia con un’immagine che vedo da qualche parte, un’immagine che completo, trasformo, fagocito istantaneamente ed intuitivamente, cercando di capire qual possa essere il suo potenziale. Se sono convinta che questo porterà a qualcosa, comincio a fare uno schizzo e a cercare immagini di riferimento per concretizzare la mia intuizione. Quando sono soddisfatta, mi sposto su una tavoletta digitale per l’inchiostro. Ed è in questo momento che decido come le luci e le ombre vivranno nell’immagine. Il disegno digitale mi permette di lavorare su livelli e provare diverse cose senza dover partire da zero.

Esiste un rapporto tra la sessualità vera e quella che disegni?

Disegno fantasie, e tutti sappiamo che le fantasie sono una parte essenziale della sessualità umana. Ciò che immaginiamo, ciò che il nostro cervello – che è la nostra più grande zona erogena – ci suggerisce, ha un’influenza diretta su come facciamo l’amore e sviluppiamo un rapporto sul piano sessuale. Quindi sì, ovviamente, c’è un rapporto diretto tra quello che disegno e la sessualità della vita reale.

Non solo orgasmo, ma anche sadismo, masochismo e tutto quello che le donne non ammetterebbero mai di desiderare. Il cervello di una donna funziona esattamente come quello di un uomo per ciò che riguarda la sessualità? Perché sembra esserci sempre un tabù su quello che le donne desiderano sessualmente?

Il punto non è che una donna lo ammetta, ma piuttosto se ci si prende la briga di chiederglielo. Se la sessualità femminile sembra nascosta, è perché è stata sistematicamente negata fino a poco tempo fa. La sessualità è un fatto intimo, per tutti i generi in realtà, che chiunque deve scoprire individualmente e insieme.

20130101_asc-274_la-possession-de-marie-de-magdala-the-possession-of-mary-magdalene_A4_300dpi-copy APOLLONIA SAINTCLAIR
la possession de marie de magdala (the possession of mary magdalene)

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Chiara Allegri

Chiara Allegri