LifeStyle

Una poltrona d’amare

È la Proust, figlia del genio creativo di Alessandro Mendini

Kitsch come le foto di Pierre et Gilles, pop come la Marylin di Warhol e avanguardista come la danza di Isadora Duncan. È la Proust, figlia del genio creativo di Alessandro Mendini, che le diede vita attraverso la ricerca letteraria delle opere di Marcel Proust, accostando una poltrona dallo stile finto barocco alla corrente del pointillisme, riprendendo un quadro di Signac.

Quello che ne esce fuori è un pezzo di design riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, una rivisitazione che segue però un filo logico nella sua creazione: se da una parte abbiamo la struttura che richiama il barocco, stile nato da un’esigenza di esaltare la Chiesa come manifestazione di Dio in terra dopo il Concilio di Trento decorando all’eccesso gli altari, dall’altra abbiamo colori accesi che accostati tra loro si accentuano e invadono tutta la poltrona, dalle parti imbottite in stoffa fino al legno della struttura annullandone la forma in una specie di nebulosa, stimolando e disorientando la vista.

Sottraendosi alla geometria e ai rigori figurativi (struttura e imbottitura) sembra seguire la corrente dell’arte informale. La prima Poltrona Proust esordì nel 1978 a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e da allora è stata rielaborata nel tempo in diverse texture: da quelle monocrome che sarebbero tanto piaciute a Yves Klain alla Proust Cimarosa, creata nel 2012 per lo spettacolo teatrale Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa tenutosi al teatro Coccia di Novara. È così glam rock/punk che più che Signac l’avrebbero apprezzata Matisse e i Fauves.

Ancora oggi le poltrone Proust continuano a essere realizzate e dipinte a mano solo all’interno dell’Atelier Mendini e sotto il diretto controllo del suo creatore che le firma, le data e le autentica esattamente come fossero opere d’arte.

Spesso si pensa che il lavoro del designer sia solo quello di creare oggetti in serie e di consumo, qui invece si è andati oltre: si è creata una cultura postmoderna andando anche a sfidare coloro che aborrono l’accostamento dei colori complementari. Mendini con la sua Proust sembra aver attraversato il tempo e più stili artistici fondendoli in un’unica forma.

Previous post

Truefitt & hill: il primo barber shop del mondo

Next post

Argilla e tecnologia

The Author

Redazione

Redazione