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LISBONA LA CITTÀ SAUDADE

Perdersi per i suoi vicoli stretti e tortuosi all’ora di pranzo vi farà imbattere in casalinghe che grigliano le sardine davanti al portone di casa.

Bella, malinconica e un po’ decadente, soprattutto quando ad accompagnare la sua aria un po’ triste riecheggia tra le sue vie acciottolate il Fado, un genere folk triste e toccante cantato dalla gente comune. È Lisbona, la città bianca, come viene chiamata per il tipico colore dei suoi palazzi che si innalzano come tanti mattoncini posti a fianco dell’oceano. Città bianca e città degli azulejos, che decorano coi loro motivi geometrici, floreali o figurativi palazzi e chiese, rendendo unica questa città dai mille volti.

Venne distrutta completamente da un terremoto il 1 novembre 1755, a cui poi seguì un violento tsunami e vari incendi poiché, essendo la festa di Ognissanti, le chiese, piene di candele accese, caddero durante la scossa provocando grandi incendi. L’85% degli edifici fu distrutto.

Solo il quartiere Alfama scampò a questa devastazione. Risalente al XI secolo, il quartiere moresco si sviluppa dando le spalle al Castello de São e scende fino al fiume Tago; è un rione popolare e i suo angoli nascosti, piazzette, e negozietti frequentati dai suoi abitanti vi faranno immergere nell’anima più autentica e vera della città. Perdersi per i suoi vicoli stretti e tortuosi all’ora di pranzo vi farà imbattere in casalinghe che grigliano le sardine davanti al portone di casa.

Perdetevi tra i suoi profumi, la sua gente che urla da una finestra all’altra, come nelle città italiane del Sud. Innamoratevi del panorama della città dal Castelo de São Jorge o prendete l’Elevador de Santa Justa, famoso ascensore panoramico in ferro costruito nel 1902 che con i suoi 13 metri di altezza è considerato uno dei migliori punti panoramici della città.

Andate nel quartiere di Belém e visitate il Mosteiro dos Jerónimos, patrimonio universale dell’UNESCO, meraviglioso nei suoi decori manuelini, fermatevi nella storica pasticceria e acquistate qualche Pasteis de nata, i famosi dolcetti di pasta sfoglia e crema, poi fino al fiume Tago, andate a sedervi vicino al monumento alle scoperte dove i navigatori portoghesi su una grande nave dalle vele spiegate volgono il loro sguardo al mare, alla ricerca di nuove terre e nuove tesori; da qui poi camminate sull’ampio viale che costeggia il fiume Tago, dove, giunto ormai alla sua foce, si lascia andare nell’oceano dopo un percorso di 1007 km che parte dalla Spagna.

Passate per la torre de Belém, costruita nel XVI secolo per difendere il porto, che per quanto bella non ci si può credere che fosse lì solo per svolgere il suo compito militare, sedetevi davanti ad essa, prendete i vostri Pasteis acquistati e fatevi rapire da Lisboa, la città malinconica della Saudade, così affine alla nostalgia che vi farà voler ritornare a sentire i suoi profumi e farvi accarezzare dai raggi del sole portoghese.

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