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THE UNCONFORTABLE

Design scomodo.

Stravolgere le basi del design? Fatto. Con The Unconfortable, Katerina Kamprani, architetto e designer greca, è riuscita a ribaltare le regole che ogni designer si attiene quando deve realizzare un progetto: accattivante nelle forme e comodo da usare.

Katerina non ha inventato nulla, ma ha solo preso in prestito qualunque oggetto che ci circonda e che dovrebbe semplificarci la vita, stravolgendolo completamente e rendendolo impossibile da usare. Dalla forchetta con la catena, ai doppi flute per spumante, dalle tazze allungate o col manico di traverso fino alle posate troppo spesse da poterci mangiare, Katerina gioca e ribalta le regole del senso comune.

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Perdendo la loro funzione e restando fedeli nella forma, oltre a disorientarci ci incuriosiscono nel cercare di comprendere e provare a trovare una funzione pratica a ciò che la forma suggerisce: è una tazza, quindi dovrebbe contenere liquidi e dissetarmi. È un cucchiaio, di conseguenza dovrebbe essere utile a raccogliere del cibo dal piatto.

Fonte d’ispirazione che ha dato vita a questo progetto Katerina una mezza idea ce l’ha: laureata in architettura, dopo alcuni anni come architetto ha deciso di conseguire una laurea in industrial design fermandosi a metà degli studi. Ed è forse questo stop che ha poi spinto Katerina a creare oggetti inutilizzabili.

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Spogliati della loro funzione questi oggetti diventano piccole opere d’arte “dadaiste” accostabili alla Colazione in Pelliccia di Meret Oppenheim o al Cadeau di Man Ray.

Stupire, destabilizzare, incuriosire. Katerina prosegue su quella strada intrapresa da un gruppo di artisti all’inizio del ‘900 che a Zurigo andarono a fondare il movimento dadaista che voleva stravolgere e rifiutare gli standard artistici dell’epoca.

Esattamente come loro The Unconfortable stravolge le basi logiche del design che non è più design, ma si tramuta in qualcosa di più ricercato enfatizzando la stravaganza e l’umorismo.


 

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Redazione

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